Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Collegamento negoziale: quando l’inadempimento del fornitore non conduce alla risoluzione del contratto di finanziamento

L’intervento di una recente sentenza in tema di collegamento negoziale offre lo spunto per tornare a riesaminare la problematica sotto una diversa angolazione.

Come noto, l’art. 125 quinquies T.U.B., introdotto dal Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 141 – attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del T.U.B. – ha mutato radicalmente la disciplina del collegamento negoziale nelle operazioni di credito al consumo.

In particolare, la disposizione normativa in commento prevede che: “Nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore di beni o di servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al contratto di fornitura di beni o di servizi ricorrono le condizioni di cui all’art. 1455 del codice civile. La risoluzione del contratto di credito comporta l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l’obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso […]”.

La portata applicativa di tale precetto normativo ha totalmente stravolto il mondo del credito al consumo.

Dopo la sua entrata in vigore, infatti, l’esistenza o meno di un rapporto di esclusiva, ovvero della comune volontà delle parti – trasfusa nel regolamento negoziale – di voler mantenere il contratto di vendita/fornitura svincolato da quello di finanziamento, può dirsi pacificamente superata, poiché oggi, diversamente da quanto accadeva prima, la risoluzione del contratto di finanziamento opera ex lege, al ricorrere di determinati presupposti.

In definitiva, per ottenere la risoluzione del contratto di finanziamento è sufficiente che il consumatore dimostri l’inadempimento contrattuale del fornitore di beni o di servizi, e, conseguentemente, che lo stesso provveda ad effettuare la costituzione in mora del venditore/fornitore.

Potrebbe accadere, tuttavia, che il consumatore commetta l’errore di far valere l’inadempimento del venditore/fornitore rispetto ad obbligazioni contrattuali tipiche di un contratto diverso da quello sottoscritto tra le parti.

E’ questo, infatti, quanto accaduto in un caso sottoposto all’esame del Tribunale di Napoli, il quale, nel respingere la tesi del collegamento funzionale invocata in giudizio dal consumatore, è giunto alla conclusione che “Lo […omississ…], per ottenere che si risolva il finanziamento, fa valere un inadempimento di […omississ…] ad obbligazioni che sono tipiche di un contratto di noleggio, non certo di una compravendita, a cominciare dal pagamento da parte del fornitore dell’assicurazione Rca […omississ…] E in ogni caso, la fornitura della garanzia assicurativa è strutturalmente estranea alla compravendita di un autoveicolo, quindi il contratto di finanziamento non poteva riferirsi ad un simile inadempimento del fornitore” (Trib. Napoli, 23.05.2016, n. 6489, Dr. Pastore Alinante).

Ne consegue che, nel caso in cui la tesi del collegamento negoziale faccia leva sull’inadempimento contrattuale del fornitore, questo dovrà risultare attinente alla fattispecie contrattuale dedotta in giudizio, poiché diversamente detto inadempimento non potrà condurre alla risoluzione del contratto di finanziamento.

Trib. Napoli, 23 maggio 2016, n. 6489

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

La Corte d’Appello di Napoli, nell’ambito di un giudizio di appello promosso da un consumatore, ...

Credito Al Consumo

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Il Tribunale di Catania afferma che: i) il consumatore deve farsi parte attiva nel processo di verif...

Credito Al Consumo

La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Come noto, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno recentemente statuito che, nell’ambito dei p...

Credito Al Consumo

X