Il codice della crisi avanza: al via le novità sul sovraindebitamento

Sempre caldo è il tema dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza.

Dopo lunghe discussioni e altrettante modifiche all’originaria proposta di Legge, l’emergenza sanitaria non ha fatto altro che dilatare ulteriormente l’orizzonte temporale per una sua definitiva entrata in vigore.

Molte delle novità contenute nel testo della riforma, tuttavia, sono avvertite come urgenti dal Legislatore (e non solo) che, a poco a poco, sta anticipando l’avvio di alcune di queste misure.

Così è avvenuto con la conversione in Legge del Decreto Ristori (Legge n. 176 del 18 dicembre 2020) nell’ambito della quale si è provveduto ad apportare poche, ma importanti, modifiche che di fatto anticipano le prescrizioni del nuovo codice, alle procedure di sovraindebitamento, oggi ancora disciplinate dalla Legge n. 3/2012.

Tali modifiche trovano già applicazione dal 25 dicembre scorso.

Ecco, dunque, le novità più salienti.

Nuovi confini per la qualifica di consumatore.

Come noto, il piano del consumatore è stato sino ad oggi riservato ai soggetti che hanno contratto i propri debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.

La Legge di conversione ridisegna la definizione di consumatore estendendola anche ai soci illimitatamente responsabili di società di persone, consentendogli di accedere ai benefici accordati da tale procedura salvo che non agiscano per i debiti sociali.

Soppressione della sola possibilità di dilazionare i debiti fiscali

La precedente formulazione delle Legge sul sovraindebitamento consentiva ai debitori – nell’ambito del piano del consumatore e dell’accordo con i creditori – la sola dilazione dei crediti fiscali che, dunque, non potevano in nessun modo essere “rinegoziati” (al pari delle altre obbligazioni) né stralciati (art. 7 comma 1, terzo periodo della L. 3/2012).

Tale previsione viene cancellata dal nuovo testo.

Impossibilità di ricorrere al sovraindebitamento per più di due volte

 Il Legislatore ha rafforzato il principio per il quale non si può ricorrere al sovraindebitamento più di una volta nell’arco di un quinquennio prevedendo ora l’impossibilità di accedervi per più di due volte, anche se in un lasso temporale maggiore.

Introduzione del sovraindebitamento familiare

In passato, occorrevano due separate procedure per i coniugi in regime di comunione, con conseguente difficoltà di coordinamento sia da parte degli organismi di composizione della crisi sia da parte dei creditori.

Ora non è più così: è prevista ora una sola procedura per i debiti contratti dai membri di una stessa famiglia, se conviventi, o, se non conviventi qualora le obbligazioni abbiano origine comune.

Applicazione della disciplina della revocatoria alla procedura di liquidazione del patrimonio

Si tratta di uno degli argomenti più scottati relativi alla liquidazione del patrimonio. Da oggi si applica ufficialmente la revocatoria codicistica. Anche per le procedure già in corso.

Novità sui debiti derivanti dalla cessione del quinto

La possibilità di ricomprendere i debiti sorti da contratto finanziamento con cessione del quinto dello stipendio nelle procedure di sovraindebitamento è sempre stata oggetto di dibattito.

Ora il Legislatore scioglie ogni dubbio e sancisce definitivamente la loro falcidiabilità.

Infine, va segnalato che per tutte le procedure di accordo con i creditori e piani del consumatore in corso di omologazione alla data di entrata in vigore delle novelle, il debitore potrà chiedere un termine (comunque mai superiore a 90 giorni e non ulteriormente prorogabile) per presentare un nuovo piano.

Queste sono le novità più pregnanti a cui il Legislatore non si è limitato: vi rimandiamo, dunque, al testo integrale della Legge per ogni ulteriore approfondimento.

Nel merito, nonostante vi siano state voci discordanti sulla opportunità o meno che alcune norme del Codice della Crisi entrassero in vigore separatamente dal corpo del Codice, pare di poter affermare che il tema del sovraindebitamento, tenuto conto dell’emergenza sanitaria in corso, sia sicuramente uno dei più attuali. Gli effetti economici della pandemia si ripercuoteranno in primis proprio sulle famiglie e le persone fisiche che avranno bisogno di strumenti adeguati di tutela che, nel contempo, non siano lesivi della par condicio creditorum e degli interessi dei creditori.

Sacha Loforese – s.loforese@lascalaw.com

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