Contratti

Clausole abusive ai danni del consumatore

Corte di Giustizia UE, 14 giugno 2012, n.618/10

Massima: “La direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori dev’essere interpretata nel senso che essa osta ad una normativa di uno Stato membro, quale quella di cui trattasi nel procedimento principale, che non consente al giudice investito di una domanda d’ingiunzione di pagamento di esaminare d’ufficio, in limine litis né in qualsiasi altra fase del procedimento, anche qualora disponga degli elementi di diritto e di fatto necessari a tal fine, la natura abusiva di una clausola sugli interessi moratori inserita in un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore, in assenza di opposizione proposta da quest’ultimo. L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13 dev’essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa di uno Stato membro, quale l’articolo 83 del decreto legislativo n. 1/2007,, recante approvazione del testo consolidato della legge generale sulla tutela dei consumatori e degli utenti e delle altre leggi complementari ( Real Decreto Legislativo 1/2007 por el que se aprueba el texto refundido de la Ley General para la Defensa de Los Consumidores y Usuarios y otras leyes complementarias), del 16 novembre 2007, che consente al giudice nazionale, qualora accerti la nullità di una clausola abusiva in un contratto stipulato tra un professionista ed un consumatore, di integrare detto contratto rivedendo il contenuto di tale clausola”.

La Corte di Giustizia Europea è intervenuta per chiarire che il giudice nazionale è tenuto ad esaminare d’ufficio la natura abusiva di una clausola contrattuale che ricade nell’ambito di applicazione della direttiva 93/13, così da porre un argine allo squilibrio che esiste tra il consumatore e il professionista.

Inoltre la Corte sottolinea che, data la natura e l’importanza dell’interesse pubblico sul quale si basa la tutela assicurata ai consumatori, i quali si trovano in una situazione d’inferiorità rispetto ai professionisti, la direttiva 93/13 impone agli Stati membri, come risulta dal suo articolo 7, paragrafo 1, in combinato disposto con il ventiquattresimo considerando della medesima, di fornire mezzi adeguati ed efficaci «per far cessare l’inserzione di clausole abusive nei contratti stipulati tra un professionista e dei consumatori».

In tal senso non è rispettosa del dettato comunitario una normativa, come quella spagnola, la quale preveda in sede di emissione d’ingiunzione di pagamento, con richiesta d’interessi moratori abusivi, che il giudice si debba semplicemente limitare a rideterminare l’ammontare degli stessi.

Per la giurisprudenza comunitaria, infatti, una tutela effettiva è ottenibile solo ove una clausola venga del tutto disapplicata e non semplicemente “corretta” dall’organo giurisdizionale.

(Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com)

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