Chiusura del concordato e annotazioni: il Registro Imprese non dimentica

Con il decreto in commento, il Tribunale di Mantova, nel dichiarare chiusa una procedura di concordato preventivo per avvenuta conclusione delle operazioni di liquidazione e di riparto ai creditori, ha rigettato l’istanza con cui il commissario e il liquidatore giudiziale chiedevano che fossero cancellate le annotazioni contenute nel Registro delle Imprese e riguardanti a vario titolo l’ammissione della società al concordato preventivo.

Il Tribunale ha anzitutto evidenziato come questo tipo di istanza, dal punto di vista strettamente procedurale, debba essere formulata direttamente alla C.C.I.A.A. competente e, se del caso, fatta valere dinanzi al giudice ordinario, e non dinanzi al Giudice Delegato della Procedura.

Nel merito, inoltre, il Giudice ha richiamato il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità, che esclude il diritto del soggetto in concordato a ottenere la cancellazione di dati legittimamente iscritti in un pubblico registro, la cui conservazione sia prevista dalla legge e costituisca (come nel caso del registro delle imprese: v. artt. 2188 c.c. e 8 legge n. 580/1993) misura necessaria al benessere economico del Paese (cfr. Cass. 9-8-2017 n. 19761; Cass. 18-5-2021 n. 13524; entrambe le pronunce fanno seguito alla pronuncia della Corte Giustizia U.E. 9-3-2017 n. 398).

L’assenza di un diritto della società a ottenere la cancellazione di tali annotazioni, peraltro, si evince anche dal tenore dell’art. 8 co. 4 del codice di condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale adottato dal Garante per la Protezione dei Dati Personali con provvedimento del 29-4-2021, che prevede che le informazioni provenienti da fonti pubbliche ed attinenti ad eventi negativi oggetto di trattamento (quali quelle relative alla sottoposizione di un soggetto a procedure concorsuali) siano conservate dal fornitore del servizio di informazione commerciale, di regola, per un periodo di tempo non superiore a dieci anni dalla data di apertura della procedura (termine che, nel caso di specie, non era evidentemente ancora decorso).

Il Giudice Delegato, pertanto, ha dichiarato chiusa la procedura concordataria, disponendo l’archiviazione dei relativi atti, e ha dichiarato inammissibile ogni altra istanza proposta dal commissario e dal liquidatore giudiziale.

Trib. Mantova, 22 luglio 2021

Eleonora Gallina – e.gallina@lascalaw.com

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