Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Chiusura anticipata e mezzi di impugnazione

Con sentenza depositata in data 16 settembre 2020, il Tribunale di Foggia si è pronunciato in merito alla sorte del processo esecutivo in cui sia stata dichiarata la chiusura anticipata, nelle more dello svolgimento del giudizio ex art. 617 c.p.c.

Nel caso affrontato dal Tribunale di Foggia, il giudice dell’esecuzione aveva dichiarato l’improcedibilità per mancato versamento del fondo spese al professionista delegato, fissando l’udienza per disporre la cancellazione del pignoramento. Avverso l’ordinanza il creditore procedente proponeva opposizione ex art. 617 c.p.c., al fine di ottenere un nuovo termine per il versamento del fondo spese, ma l’opposizione non trovava accoglimento e il GE rigettava l’opposizione, assegnando termine per l’introduzione del giudizio di merito e fissando nuova udienza per dichiarare l’improcedibilità e la cancellazione del pignoramento.

All’udienza, nonostante l’opposizione del creditore procedente alla cancellazione del pignoramento, avendo introdotto il giudizio di merito, il G.E. ordinava la cancellazione della trascrizione.

Avverso il provvedimento, il creditore procedente proponeva reclamo eccependo l’illegittimità dell’ordinanza e ritenendo che l’introduzione del giudizio di merito ponesse il processo esecutivo in uno stato di quiescenza, sino alla conclusione del giudizio di merito.

Il Tribunale di Foggia ha stabilito che in caso di impugnazione ai sensi dell’art. 617 c.p.c. del provvedimento con il quale si dichiara la chiusura anticipata del processo, il rigetto della domanda all’esito della fase sommaria non preclude la cancellazione della trascrizione del pignoramento, pur essendo stato introdotto il giudizio di merito, in quanto non si ritiene applicabile per analogia l’art 624 comma primo c.p.c.

La ratio della norma, infatti, non è quella di lasciare il processo in uno stato di quiescenza nelle more del giudizio di merito, ma al contrario è quello di consentire la chiusura della procedura in mancanza dell’introduzione dello stesso.

Nel caso di specie, nella fase sommaria il giudice aveva ritenuto di non accogliere l’opposizione e quindi di non inibire gli effetti della chiusura anticipata. Eventuali censure a tale decisione dovevano necessariamente svolgersi nell’ambito della fase sommaria, mediante un reclamo al collegio ai sensi degli artt. 669 terdecies e 624 comma secondo c.p.c., in questo caso applicabile, in quanto la ratio della norma è quella di consentire un controllo svolto dal collegio sulla decisione assunta del giudice in veste di primo giudice cautelare.

Trib. Foggia, 16 settembre 2020

Federica Belvedere – f.belvedere@lascalaw.com

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