Antiriciclaggio

Chiarimenti in materia di antiriciclaggio

All’avvicinarsi del 1 settembre, data di entrata in vigore dei nuovi e più stringenti presidi di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, Banca d'Italia ha pubblicato sul proprio sito internet alcuni chiarimenti concernente l'ambito di applicazione del Provvedimento del 10 marzo 2011, che proprio in queste settimane è tra gli argomenti posti all’ordine del giorno dai Consiglio di amministrazione degli intermediari finanziari.

I chiarimenti precisano, in modo restrittivo, criteri e condizioni che devono essere osservati per l'identificazione del responsabile antiriciclaggio e del delegato per la segnalazione delle operazioni sospette, nonché per l'organizzazione che deve avere un servizio antiriciclaggio esternalizzato.

Il responsabile antiriciclaggio:

non deve avere responsabilità dirette di aree operative né essere dipendente da soggetti responsabili di queste aree. Per aree operative si intendono quelle nelle quali è prevista l'applicazione di norme antiriciclaggio (ad esempio le aree commerciali o direttamente coinvolte con la clientela);

anche l'ufficio legale può essere destinatario di tale nuova responsabilità, purché l'ufficio e d in particolare la persona designata a ricoprire il ruolo di responsabile antiriciclaggio, sia dotata della necessaria autorevolezza richiesta dal ruolo e, sul piano organizzativo, siano adottati gli opportuni presidi volti ad assicurare la separazione della funzione dedicata all'antiriciclaggio rispetto alle altre attività che verranno svolte dall'ufficio legale.

In caso di esternalizzazione della funzione, purché a soggetti esterni dotati di idonei requisiti in termini di professionalità, autorevolezza e indipendenza, viene specificato l'obbligo di nominare un responsabile interno antiriciclaggio con il compito di monitorare le modalità di svolgimento del servizio da parte dell'outsourcer.

Con riguardo, invece, al tema della segnalazione delle operazioni sospette ed in particolare al soggetto a ciò delegato (il cosiddetto Delegato alla segnalazione di operazioni sospette) viene confermata la possibilità di designare più soggetti delegati in caso di gruppi o intermediari di dimensioni rilevanti, purché vengano rispettate le seguenti condizioni:

a) i criteri di ripartizione delle competenze devono essere univoci e coerenti al fine di evitare incertezze, sovrapposizioni di compiti o lacune;

b) una funzione di coordinamento deve assicurare l'omogeneità e la coerenza delle procedure e dei criteri di valutazione utilizzati;

c) deve essere garantita un'interlocuzione unitaria con le Autorità;

d) il patrimonio informativo aziendale deve essere condiviso da tutti i delegati, a prescindere dalle competenze di ciascuno, per assicurare un pieno utilizzo dei dati disponibili;

e) deve essere consentito a ciascun delegato di accedere alle segnalazioni effettuate, archiviate o in corso di valutazione da parte degli altri delegati.

La Banca d'Italia, infine, conferma, con riguardo alle società fiduciarie, l'applicabilità del Provvedimento sia a quelle disciplinate dalla legge n. 1966 del 1939 sia a quelle che, al ricorrere di taluni requisiti, risultino iscritte nell'Albo di cui all'art. 106 Tub. Non si dovranno attendere, quindi, i provvedimenti attuativi del decreto 141 del 2010 per vedere applicata la nuova normativa alle fiduciarie.

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)

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