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Chiamata in garanzia dell’assicurazione del Condominio e spese giudiziali

La VI Sezione Civile della Suprema Corte, con una recentissima ordinanza, si è pronunciata su una importante questione di rilevanza pratica affermando come in applicazione del principio di causalità, l’onere delle spese giudiziali sostenute dal terzo chiamato in garanzia, debba essere posto a carico della parte soccombente che ha provocato la chiamata, una volta rigettata la domanda principale, anche qualora l’attore soccombente non abbia formulato alcuna domanda nei confronti del terzo.

La pronuncia ha messo la parola fine ad una questione originata da un caso di risarcimento danni condominiali da infiltrazioni di acque reflue risalente all’anno 2001, allorquando un appartamento adibito a Bed & Breakfast veniva allagato dai liquidi provenienti dalla fognatura condominiale provocando come diretta conseguenza la citazione in giudizio da parte dei titolari della società e conduttori del bene, sia della proprietà che del condominio, con richiesta di condanna in solido al risarcimento dei danni patiti.

Nel giudizio di primo grado, oltre alla compagnia di assicurazione del condominio, intervenivano anche i singoli condomini dello stabile e, all’esito dell’istruttoria, il Tribunale di Napoli condannava l’Ente di gestione al risarcimento del danno e l’assicurazione a tenere quest’ultimo indenne dalla condanna con a corollario la dichiarazione di cessazione della materia del contendere tra conduttore e locatari che avevano preferito definire la vicenda a mezzo di una transazione.

La compagnia assicuratrice impugnava la sentenza sostenendo l’insussistenza della garanzia, mentre i soci del Bed & Breakfast, (società nelle more del giudizio cessata e cancellata dal registro delle imprese), formulavano autonomo appello, contestando la quantificazione del risarcimento.
I singoli condomini resistevano agli appelli e la Corte di merito accoglieva le eccezioni della Compagnia rigettando quelle dei danneggiati, con conseguente condanna di questi ultimi, in solido con i condomini ed il Condominio, al rimborso delle spese del doppio grado di giudizio in favore dell’assicurazione; ai soci del Bed & Breakfast, inoltre, veniva addossato l’onere della refusione delle spese del giudizio di appello, in favore dei condomini.

Ritenendo lesiva la pronuncia i soci del Bed & Breakfast presentavano ricorso innanzi alla Suprema Corte di Cassazione, sulla base di due motivi di diritto.

Con il primo motivo i ricorrenti denunciavano la violazione degli artt. 91 c.p.c. e 92 c.p.c., nella loro formulazione introdotta con la modifica del 2014, contestando la condanna al pagamento delle spese del secondo grado di giudizio in favore della Compagnia assicuratrice e dei condomini e deducendo che la questione trattata con riferimento alla posizione dei soci di società cancellata era da qualificare come di assoluta novità con conseguente applicazione da parte della Corte d’Appello di Napoli della compensazione delle spese di lite.
La Suprema Corte, tuttavia, ha rilevato l’inammissibilità della doglianza, in quanto trattandosi di giudizio instaurato, in primo grado, nell’anno 2001, non poteva certamente applicarsi la previsione di cui all’art. 92 c.p.c. sulla compensazione, essendo una novità introdotta dal legislatore soltanto nel 2014.

Quanto al secondo motivo i ricorrenti denunciavano la violazione dell’art 91 c.p.c., in relazione all’art 106 c.p.c., in merito alla condanna in solido alla refusione delle spese in favore della compagnia assicuratrice terza chiamata in garanzia, rilevando che in parziale riforma della pronuncia di primo grado, l’assicurazione era stata ritenuta esclusa dall’onere di manlevare il Condominio, ma quest’ultimo era comunque stato condannato al risarcimento del danno, in entrambi i gradi di giudizio. Le spese di lite, pertanto, ad avviso dei ricorrenti, andavano poste a carico dei soccombenti (condominio e condomini) ivi comprese quelle da rifondere alla terza chiamata in garanzia che, essendo la domanda del Bed & Breakfast stata accolta, dovevano gravare sulla parte che aveva provveduto alla chiamata.

La Cassazione ha ritenuto fondato tale motivo di doglianza sulla base del consolidato orientamento secondo il quale le spese processuali sostenute dal chiamato in causa debbono essere rifuse dalla parte soccombente che ha azionato una pretesa rivelatasi infondata, ovvero, da quella che ha resistito ad una pretesa rivelatasi fondata.
Chiunque abbia visto accogliere la propria richiesta, integralmente o anche soltanto parzialmente, non può, quindi, essere condannato a rimborsare le spese di lite sostenute dal terzo chiamato in garanzia, laddove venga rigettata la domanda di manleva formulata dal convenuto nei confronti del chiamato.

Nel caso di specie, pertanto, in accoglimento del secondo motivo di ricorso la Suprema Corte ha statuito anche nel merito, non rilevando alcuna necessità di ulteriori accertamenti in fatto, disponendo che le spese del giudizio di primo grado, liquidate in favore della Compagnia di assicurazione, fossero da porre a carico del Condominio e dei singoli condomini, in solido tra loro e non dell’attore essendo state accolte le proprie tesi, nonché essendo stata rigettata la domanda di manleva avanzata dai soccombenti.

Cass., Sez. VI, Ord., 14 gennaio 2021, n. 511

Simona Longoni – s.longoni@lascalaw.com

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