Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Check Truncation di un assegno contraffatto: la Banca trattaria non è responsabile

Con una recente sentenza, il Tribunale di Padova ha escluso la responsabilità in capo alla Banca trattaria di un assegno contraffatto.

Nel caso di specie, l’attrice trasmetteva ad un terzo asserito venditore, tramite un servizio di messaggistica istantanea, la foto di un assegno circolare emesso per l’acquisto di un motociclo.

Alla data concordata per la consegna del mezzo, il terzo venditore non si presentava sul luogo: l’attrice si rivolgeva, quindi, alla Banca trattaria  per bloccare l’assegno circolare, ancora a proprie mani.

In tale occasione, veniva a conoscenza che l’assegno risultava essere già stato incassato dal terzo.

L’attrice conveniva in giudizio la Banca trattaria , per ottenere l’accertamento della responsabilità contrattuale essendosi, quest’ultima, avvalsa della procedura di check truncation per la negoziazione dell’assegno, con richiesta di risarcimento del danno subito.

La convenuta si costituiva in giudizio, contestando la propria responsabilità e chiamando in causa la Banca negoziatrice.

All’esito del giudizio, il Tribunale escludeva la responsabilità in capo alla Banca trattaria avendo questa autorizzato il pagamento dell’assegno circolare sulla base dei dati comunicati dalla negoziatrice, coincidenti con quelli dell’assegno emesso.

Il Tribunale, infatti, ha riconosciuto una responsabilità non solo in capo all’attrice (avendo, con imprudenza, trasmesso i dati dell’assegno ad un terzo sconosciuto), ma bensì in capo alla negoziatrice,  la quale avrebbe dovuto accorgersi della falsificazione dell’assegno.

La Banca emittente non avrebbe potuto avere contezza della non genuinità dell’assegno consegnato” alla negoziatrice “posto che il titolo di credito si trovava nell’esclusiva disponibilità” di quest’ultima; diversamente, secondo il Giudice, la negoziatrice avrebbe dovuto verificare la regolarità formale e materiale del titolo.

In definitiva, il Tribunale ha riconosciuto in misura paritaria la responsabilità in capo all’attrice nonché alla Banca negoziatrice, con condanna alle spese di lite in favore della Banca trattaria.

Trib. Padova, 30 settembre 2020, n. 1313

Francesca Schiavon – f.schiavon@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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