Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Cessione del quinto: sicuri che la Lexitor trovi applicazione?

Sul controverso tema relativo all’immediata applicabilità della Direttiva 2008/48/CE si annovera la recentissima pronuncia del Giudice di Pace di Como n. 339/2020 del 13.10.2020, la quale va ad unirsi al filone giurisprudenziale che ne esclude l’efficacia diretta nel nostro ordinamento, ritenendola non self executing.

Nel caso specifico, l’attore proponeva un’azione di ripetizione nei confronti di un istituto bancario cliente dello studio, in merito ad un contratto di mutuo rimborsabile mediante cessione pro solvendo di quote della pensione, chiedendo il rimborso di alcune voci di costo ai sensi dell’art 125 sexies TUB, stante l’anticipata estinzione contrattuale.

Il Giudice investito della vicenda, tuttavia, rilevato che “secondo la giurisprudenza costante (cfr. Tribunale di Napoli sent. n. 10489/2019; Tribunale di Monza sent. n. 2573/2019; Tribunale di Torino sent. 1283/2018)” la sentenza della CGUE (c.d. Lexitor) non potesse trovare applicazione, respingeva la domanda attorea.

In particolare, questa la motivazione: non risulta “applicabile la sentenza dell’11 settembre 2019 C-383 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, interpretativa dell’art. 16 della Direttiva 2008/48/CE, in contrasto con il testo dell’art. 125 sexies TUB, poiché la citata fonte normativa europea, non essendo self executing, non può trovare diretta applicazione nei rapporti interprivatistici ordinamentali.

Dedotta in questi termini la non applicabilità della Direttiva Europea n. 2008/48/CE, il Giudice di Pace conferma poi, in ordine ai costi del finanziamento, la necessità di operare una distinzione tra gli oneri c.d. up front, relativi alla fase preliminare e/o di formazione del rapporto contrattuale, e quelli recurring, relativi invece alla fase esecutiva del contratto e, come tali, destinati a maturare nel corso del tempo.

È, infatti, proprio in virtù di tale distinzione che occorre “rilevare come i costi oggetto della richiesta di restituzione formulata dall’attore, in relazione all’estinzione anticipata del finanziamento siano comunque da considerarsi up front e non recurring. In effetti, dalla lettera del contratto, emerge chiaramente che sia la commissione bancaria che la provvigione di intermediazione attenessero esclusivamente al momento genetico del rapporto, non essendo previsto alcuna attività successiva alla conclusione del contratto”.

Da qui, quindi, il rigetto delle domande attoree da parte del Giudice di Pace, che da ultimo ha anche escluso la vessatorietà ex art. 33 Cod. Cons. delle clausole contrattuali, con conseguente condanna alla rifusione delle spese legali.

Marco Tafuro – m.tafuro@lascalaw.com

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