Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Cessione del quinto: si va avanti, oneri assicurativi e Lexitor non preoccupano

Si segnala una recente decisione del Tribunale di Mantova, che nell’esporre in maniera concisa e lineare il contesto normativo e regolamentare dei contratti di cessione del quinto, interviene su alcuni dei temi più caldi del momento, ossia l’esclusione degli oneri assicurativi tra le voci rilevanti ai fini del computo del TEG e l’inapplicabilità della sentenza Lexitor.

In particolare, richiamando le Istruzioni di Banca d’Italia del 2006 nonché la Legge n.180/1950, il Magistrato ravvisa come per tale tipologia di contratti sussista un obbligo imposto ex lege che prescrive la necessaria stipulazione di una polizza sulla vita, circostanza quest’ultima che giustifica l’esclusione degli oneri assicurativi nel computo del TEG.

Ne deriva che, attesa la peculiarità della categoria contrattuale, il principio di diritto desumibile dalla Cass. n. 8806/2017 non può che essere disatteso. Ciò in quanto, l’attribuzione della natura ricognitiva della Istruzioni successivamente rese si estende soltanto a quelle tipologie negoziali per le quali, diversamente dai prestiti contro la cessione del quinto, non vi è un’espressa esclusione.

Per tali motivazioni, la conclusione è che in tema di oneri assicurativi è lo stesso contesto normativo e regolamentare che rende erroneo lamentare l’usura, essendo la polizza assicurativa sulla vita prevista per legge, e quindi obbligatoria.

La decisione ivi in commento, si assume poi altresì dirompente laddove censura la domanda di ripetizione di spese a vario titolo ex adverso domandata in ragione del dictum reso dalla decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (cd. Lexitor).

Per il Tribunale, infatti, la predetta decisione risulta inconferente rispetto al sistema normativo italiano nel quale, invero, risultano già adeguatamente disciplinati i diritti restitutori scaturenti dall’anticipata estinzione del prestito, precisando, in ogni caso, l’irretrocedibilità di quei costi sostenuti dal cliente per l’espletamento delle attività prodromiche all’erogazione di credito domandata.

Tali costi, difatti, quand’anche sostenuti dal cliente, sono volti a remunerare un’attività prestata dall’Istituto di Credito o da un soggetto terzo in una fase preliminare alla concessione della somma mutuata, ragion per cui “anche laddove l’importo erogato fosse anticipatamente estinto, non potrebbe essere rimborsata pro quota essendosi svolta tutta già̀ prima della erogazione del credito”.

Le suesposte considerazioni hanno quindi condotto l’adito Tribunale a rigettare integralmente il ricorso ex art. 702 bis c.p.c. avanzato da controparte, dichiarando l’infondatezza delle doglianze avversarie e, condannando parte ricorrente alla refusione delle spese di lite.

 

Trib. Mantova, Sez. II, Ord., 7 luglio 2020, n. 1526

Diana Paola Franchetti – d.franchetti@lascalaw.com

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