Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Cessione del quinto: no alla Lexitor, sì al Sostegni bis

Si aggiunge un nuovo capitolo all’ epopea relativa alla richiesta di restituzione somme avanzata da un consumatore in seguito all’estinzione anticipata del contratto di cessione del quinto dello stipendio, grazie alla recentissima pronuncia ottenuta dal nostro Studio ed emessa dal Giudice di Pace di Como.

Nello specifico, il consumatore, citava in giudizio la società finanziaria, chiedendo la restituzione del costo totale del credito, ai sensi dell’art 125 sexies TUB, con espresso richiamo all’immediata applicabilità della Sentenza della Corte di Giustizia Europea 11/09/2019 (c.d. Lexitor).

La società finanziaria convenuta si costituiva in giudizio per ottenere il rigetto di tutte le domande formulate da controparte, alla luce del radicale mutamento normativo avvenuto con l’introduzione dell’art. 11-octies, lett. c) comma 2 del D.L. 73/2021 c.d. “Sostegni Bis”, che dispone l’applicabilità del vecchio art. 125-sexies T.U.B. e soprattutto delle “norme secondarie contenute nelle disposizioni di trasparenza e di vigilanza della Banca d’Italia” ai contratti ante 25 luglio 2021.

Ebbene, nel contesto giudiziario sopra descritto, il Giudice di Pace di Como, attesa la mancata attuazione dei principi Lexitor, ha accolto le difese di parte convenuta, statuendo come: “l’assetto normativo in materia abbia subito un radicale cambiamento con l’introduzione della legge n.106 del 23 luglio 2021, di conversione del decreto-legge n.73 del 25 maggio 2021, che ha mutato l’art 125 sexies TUB prevedendo, all’articolo 11 octies comma 2, che […]. Tanto premesso, al contratto di finanziamento oggetto della presente controversia, sottoscritto in data aprile 2016 ed estinto in data 30 settembre 2019, continua ad applicarsi il previgente testo dell’art 125 sexies TUB nonché tutte le norme secondarie di trasparenza e di vigilanza della Banca d’Italia vigenti”.

Ne deriva quindi, conclude l’Organo Giudicante, la legittimità delle clausole contrattuali, le quali indicano in maniera chiara e trasparente la distinzione tra oneri up front e recurring con esclusiva rimborsabilità di quest’ultimi in caso di estinzione anticipata, poiché pienamente “conformi alla normativa ratione temporis applicabile”, come peraltro ribadito dalla Banca d’Italia con la comunicazione del dicembre scorso, già ampiamente trattata nella nostra rivista.

Alla luce di tale interpretazione, la domanda attorea veniva rigettata con relativa condanna al pagamento delle spese di giudizio.

Nonostante la modifica legislativa apportata con il Sostegni bis, il panorama giurisprudenziale appare ancora oscillante tra contrapposti orientamenti che rendono la definizione dell’annosa questione incerta e volubile, in attesa del pronunciamento della Consulta.

Giudice di Pace di Como, 14 aprile 2022

Marco Tafuro – m.tafuro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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