Disconoscimento e legittimo affidamento

Cessione del quinto e costi assicurativi: l’usura deve essere provata dal mutuatario

Il Tribunale di Vicenza ha chiarito che anche nei contenziosi relativi a contratti di cessione del quinto (CQS), la prova del superamento del tasso soglia grava integralmente sulla parte che eccepisce la sussistenza di interessi usurari.

Nel caso in esame, il mutuatario proponeva opposizione a decreto ingiuntivo contestando la natura usuraria del contratto di cessione del quinto dello stipendio in quanto, a suo dire, i costi assicurativi, se computati nel TAEG, avrebbero prodotto lo sforamento del tasso soglia usura. Tuttavia, nei propri scritti difensivi, il debitore non articolava alcuna difesa specifica sul punto né forniva conteggi per comprovare la fondatezza dei propri assunti, limitandosi a formulare istanza di CTU contabile.

La difesa della società mutuante contestava la linea avversaria, chiedendo di respingere l’istanza di CTU in quanto esplorativa ed inammissibile. Il Giudice, in pieno accoglimento delle difese della società convenuta, ha respinto l’avversa contestazione in punto di usura e la richiesta di CTU contabile, poiché non supportate da elementi probatori sufficienti.

Questa la motivazione: “l’istanza di CTU contabile va disattesa perché meramente esplorativa e generica, non avendo l’opponente nemmeno prospettato quale sarebbe dovuto essere, a suo avviso, il corretto calcolo del tasso degli interessi e il calcolo degli interessi stessi”.

Dunque, anche nell’ambito della cessione del quinto (CQS), la natura usuraria degli interessi non può essere desunta in via indiretta, ma necessita di allegazioni e prove specifiche, anche se la contestazione si fonda sulla mancata ricomprensione dei costi assicurativi nel TAEG.

Tribunale di Vicenza, 25 febbraio 2019, n. 15

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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