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Cessione del quinto: anche il Tribunale di Vicenza dice no alla Lexitor

Anche il Tribunale di Vicenza, con la recentissima sentenza resa in data 09.11.2020, si è allineato al filone giurisprudenziale che esclude l’efficacia della Direttiva 2008/48/CE nel nostro ordinamento e la conseguente applicabilità della sentenza resa dalla Corte di Giustizia Europea in data 11 settembre 2019, c.d. Lexitor.

Nel caso specifico l’attore, dopo aver volontariamente estinto in anticipo un finanziamento rimborsabile mediante cessione del quinto dello stipendio, ha citato in giudizio l’istituto di credito mutuante richiedendo il rimborso pro quota degli oneri non maturati, oltre al risarcimento dei danni in via equitativa.

Il Giudice, tuttavia, ha evidenziato dapprima l’imprescindibile necessità di operare una distinzione tra gli oneri c.d. up front, relativi alla fase preliminare e/o di formazione del rapporto contrattuale, e quelli recurring, relativi invece alla fase esecutiva del contratto e come tali destinati a maturare nel corso del tempo, dopodiché si è soffermato sul tema dell’efficacia diretta della Direttiva 2008/48 CE nel nostro ordinamento.

In particolare, proprio con riferimento a tale aspetto, il Tribunale di Vicenza ha precisato che “le sentenze della Corte di Giustizia Europea non vincolano, come è noto, il Giudice nazionale, sicché, in concreto, il significato residuo da attribuirsi ad esse è quella di offrire una possibile interpretazione della norma comunitaria per, appunto, l’interprete del singolo Paese. Nel caso concreto, poi, quando il Tribunale di Vicenza passa ad esaminare la norma concreta dell’art. 16 della Direttiva, non può che prendere atto del fatto che il suo contenuto sostanziale non è stato trasposto nell’ordinamento nazionale, né d’altra parte risulta che la direttiva UE 2008/48 sia self executing (e ciò senza contare che, in linea più generale, una Direttiva non può essere immediatamente applicabile nei rapporti tra privati). In altre parole, si è in presenza di una sentenza non vincolante, in relazione ad una norma che non ha cittadinanza e non è applicabile nell’ordinamento italiano.”.

La giurisprudenza in materia si arricchisce così di un ulteriore intervento favorevole alla tesi che esclude l’efficacia immediata e diretta della direttiva UE 2008/48, arricchendo il già vivo e divergente dibattito in essere.

Trib. Vicenza, 13 novembre 2020, n. 1907

Marco Tafuro – m.tafuro@lascalaw.com

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