Disconoscimento e legittimo affidamento

Cessione del credito e “conoscibilità” in capo al debitore ceduto

“In base a quanto disposto dal Codice Civile (articolo 1264), la cessione di un credito ha effetto nei confronti del debitore ceduto, quando questi l’ha accettata o quando gli è stata notificata”.

La sentenza in esame, emessa a definizione di un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, chiarisce che la cessione del credito, per essere opponibile nei confronti del debitore, necessita della sola notificazione, che può essere eseguita senza alcun vincolo di forma.

Il Giudice, nel respingere le doglianze dell’opponente, ricorda che la disciplina codicistica della cessione del credito è finalizzata a renderne più semplice la circolazione: “La procedura di notifica dell’avvenuta cessione del credito, tuttavia, non va intesa in modo rigido, nel senso che non è necessario eseguirla con le formalità proprie degli atti giudiziari”.

E infatti, il creditore, a propria discrezione, può optare per la notificazione in Gazzetta Ufficiale ovvero in via ordinaria: “l’obbligo di informativa può essere assolto dal creditore cedente (specie se i debitori interessati sono numerosi) mediante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (e non necessariamente mediante comunicazione ad personam); successivamente l’obbligo di comunicazione di avvenuta cessione del credito deve essere assolto anche singolarmente, con riguardo a ogni debitore, alla prima occasione utile che coincide con la prima comunicazione che il creditore cessionario invia al debitore”.

Ciò in quanto la notificazione non è soggetta a requisiti di forma, essendo sufficiente che assicuri la “conoscibilità” della cessione in capo al debitore ceduto: “la notifica della cessione al contraente ceduto, non è soggetta a particolari discipline o formalità: la comunicazione non deve essere necessariamente sottoscritta dal creditore cedente e deve contenere le informazioni sufficienti in modo che risulti assicurata al debitore ceduto la conoscenza dell’avvenuta cessione”.

La sentenza, inoltre, riafferma l’insegnamento della Suprema Corte, che ha distinto il momento del perfezionamento della cessione (tra cedente e cessionario) dalla sua apponibilità al debitore.

In dettaglio: “La Corte di cassazione, con la sentenza 22280/10, ha stabilito che la natura del contratto di cessione comporta che il credito si trasferisce dal patrimonio del creditore cedente a quello del creditore cessionario per effetto dell’accordo, mentre l’efficacia e la legittimazione del creditore cessionario, a pretendere la prestazione, conseguono alla notifica della lettera di cessione del credito al debitore ceduto”.

Tribunale di Palmi, 24 gennaio 2019, n.81

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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