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Cessione dei crediti in blocco: l’ABF esclude il consenso preventivo del debitore

Il Collegio di Bari dell’Arbitro Bancario Finanziario, con una recente decisione, ha escluso la necessità del consenso del debitore ceduto nelle operazioni di cessione ai sensi dell’art.58 TUB (Testo Unico Bancario).

Nella controversia sottoposta al vaglio dell’Arbitro, il ricorrente ha lamentato di essere stato “vittima inconsapevole di un’illecita chiusura” del conto corrente bancario stipulato originariamente con la propria banca (cedente) e del contestuale trasferimento di tutti i rapporti presso un nuovo istituto bancario (cessionario) “assolutamente a lui sconosciuto e dallo stesso mai autorizzato”. A fronte di tali considerazioni, pertanto, chiede all’Arbitro di “ottenere il ristoro di tutti i danni subiti”.

Sulla scorta della documentazione versata in atti dall’intermediario, il Collegio ha però ritenuto nel merito infondate, sia in fatto che in diritto, le doglianze e le pretese del ricorrente e, pertanto, ha rigettato il ricorso.

In sede motivazionale, l’Arbitro ha preso le mosse dalla considerazione per cui è regola generale dell’ordinamento che la sostituzione di una delle parti, nei contratti a prestazioni corrispettive, possa avvenire purché l’altra parte vi consenta (art. 1406 c.c.).

Tuttavia, questo principio generale, in materia di contratti aziendali, trova espressa deroga nell’art. 2558 c.c. il quale, a sua volta, trova sostanziale pedissequa trasposizione nell’art. 58 TUB, norma di diretta applicazione nel caso sottoposto al vaglio del Collegio arbitrale.

Ebbene, dal combinato disposto delle due norme da ultimo citate si evince che le operazioni di cessione ai sensi dell’art. 58 TUB prescindono dal consenso del debitore ceduto, al quale, però, ai fini del riequilibrio delle posizioni delle parti, lo stesso art. 58 TUB riconosce la facoltà di esercitare il diritto di recesso nel termine di tre mesi dagli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge.

Più in particolare, si rende necessario che l’operazione di cessione in blocco avvenga nel rispetto di specifici obblighi pubblicitari posti in capo alla banca cessionaria (Cfr. art. 58 TUB e “Istruzioni di Vigilanza per le banche” – Circolare n. 229 del 21 aprile 1999, TITOLO III – Capitolo 5, Sez. II, par. 1).

Quest’ultima, infatti, ha l’onere di dare notizia dell’avvenuta cessione mediante l’iscrizione nel registro delle imprese e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. In materia, siffatti adempimenti pubblicitari, in buona sostanza, alla luce della più articolata struttura dell’operazione di cessione, sostituiscono la previsione di cui all’art. 1406 c.c., la quale dunque trova applicazione in tema di cessione del singolo rapporto contrattuale.

Per l’appunto, un’impostazione come quella prevista dall’art. 1406 c.c. contrasta apertamente con le finalità dell’art. 58 TUB, la cui disposizione, in tema di notificazione della cessione di crediti, intende agevolare la realizzazione della cessione in blocco di rapporti giuridici, prevedendo, quale presupposto di efficacia della stessa nei confronti dei debitori ceduti e degli aventi causa, la pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale, e dispensando la banca cessionaria dall’onere di provvedere alla notifica della cessione alle singole controparti dei rapporti acquisiti, così come diversamente sarebbe onerata ai sensi e per gli effetti dell’art. 1264 c.c.

La stessa Banca d’Italia, riferendosi proprio alla portata dell’art. 58 del TUB, ha precisato infatti che “Al fine di agevolare la realizzazione delle operazioni di cessione, la norma introduce deroghe al diritto comune…” consentendo “alle banche di rendersi cessionarie a qualsiasi titolo di una pluralità di rapporti giuridici senza che sia necessario effettuare la notifica alle singole controparti dei rapporti acquisiti.” (Circolare n. 229 del 21 aprile 1999, TITOLO III – Capitolo 5, Sez. II, par. 1)

Alla luce di tali complessive considerazioni, dunque, il Collegio di Bari, considerato che i suddetti obblighi pubblicitari sono stati correttamente adempiuti, in aggiunta ai quali la banca cessionaria (e la banca cedente) aveva(no) tra l’altro preavvisato il cliente del trasferimento ex art. 58 TUB del rapporto di conto corrente, ha ritenuto infondate le doglianze attoree e, pertanto, ha rigettato il ricorso.

ABF, Collegio di Bari, 05 marzo 2021, n. 6022

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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