Diritto dell'Esecuzione Forzata

Cessazione dell’efficacia dell’iscrizione ipotecaria decorso il termine ventennale anche in pendenza del processo esecutivo

Cass., 15 maggio 2014, n. 10632

La questione portata all’attenzione della Suprema Corte riguarda l’efficacia dell’iscrizione ipotecaria decorso il termine ventennale in pendenza di un processo esecutivo senza che la stessa sia rinnovata.

Nel caso di specie una società finanziaria interviene quale creditrice ipotecaria in due procedure esecutive poi riunite in virtù di ipoteca iscritta nel 1986. Aggiudicato iI compendio pignorato, in fase di riparto, il giudice dell’esecuzione approva il progetto di distribuzione predisposto dal CTU appositamente nominato. All’interno del piano di riparto non vi è riconoscimento del privilegio ipotecario per mancata rinnovazione dell’iscrizione prima del decreto di trasferimento (2008) essendo trascorso il ventennio.

La società presenta ricorso contro tale piano per: violazione e falsa applicazione degli artt. 2808 e 2847 c.c., nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c. e artt. 2938 e 2969 c.c. per illegittimità di un rilievo ufficioso da parte del CTU incaricato alla redazione del Progetto di Distribuzione e omissione di motivazione sulla qualifica della natura giuridica dell’estinzione dell’ipoteca. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso consolidando nella sentenza n. 10632 datata 15 maggio 2014 il recente orientamento giurisprudenziale: l’efficacia dell’iscrizione ipotecaria cessa decorso il termine ventennale laddove non si proceda a rinnovazione anche se tale termine  spiri in pendenza di una procedura esecutiva individuale salvo che nel ventennio non venga emesso decreto di trasferimento dell’immobile del bene gravato da ipoteca.

Infatti la protrazione dell’efficacia propria dell’iscrizione regolata da sistemi di pubblicità è una delle facoltà del creditore ipotecario che gli permette di fruire dei benefici della formalità originaria per un ulteriore ventennio. Quindi ove il creditore voglia beneficiare dell’opponibilità del diritto di sequela e del grado di prelazione su capitale, interessi e spese ha l’onere di rinnovazione.

Il termine di cui all’art. 2847 c.c. è infatti un termine di efficacia rilevante non solo nei rapporti con il debitore ma anche con gli altri creditori. Nel caso in cui detto termine decorra senza una rinnovazione e  fermo restando il diritto di credito, si realizza una postergazione del creditore ipotecario ai creditori iscritti tra l’originaria e la nuova iscrizione (si veda Cass. Civ. sez III n. 2610 del 5 febbraio 2014).

6 giugno 2014

(Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com)

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