Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Cespite abusivo: sì alla vendita forzata

La natura abusiva del bene, se limita la commerciabilità del cespite nei negozi di trasferimento di diritto privato, non inficia in alcun modo la pignorabilità dello stesso, né la vendita forzata.

Le vicende legate ai profili urbanistici dell’immobile, infatti, non hanno incidenza alcuna sulla apposizione del vincolo pignoratizio e sulla delega delle operazioni di vendita”

Questo il principio sancito dall’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli lo scorso 26 febbraio.

La fattispecie trae origine dall’opposizione all’esecuzione e contestuale istanza di sospensione formulata dal debitore esecutato.

L’opponente, a sostegno delle proprie pretese, affermava che la comprovata abusività del bene immobile oggetto di esecuzione forzata, limitandone la commerciabilità, ne inficiasse altresì la pignorabilità e successivamente la sua vendita forzata.

Nel caso di specie, nonostante la condizione dell’immobile fosse stata acclarata da una perizia di stima, il Giudice dell’esecuzione non rilevava la sussistenza del fumus a fondamento della richiesta e rigettava l’anzidetta istanza.

In particolare, l’ordinanza in commento sottolinea come i connotati urbanistici del cespite rilevino ai soli fini disciplinati dall’art. 173 bis disp. att. c.p.c. e cioè alla sola redazione della perizia di stima da parte dell’esperto, ma non influenzino la possibilità di apporre un vincolo di natura pignoratizia sul bene, tantomeno di procedere con la sua vendita forzosa.

Sul punto, un consolidato orientamento giurisprudenziale, richiamato dal Tribunale di Napoli, ha infatti ritenuto che “le nullità disposte dall’art. 40 l.47/1985 non si estendono alla esecuzione immobiliare con conseguente ammissibilità della vendita forzata, anche nei casi in cui non sia prevista alcuna forma automatica di sanatoria per l’aggiudicatario” (Cassazione civile, 11/10/2013, n. 23140).

Alla luce delle argomentazioni riportate, secondo quanto affermato dal giudicante l’unica condizione necessaria affinchè si possa procedere alla vendita forzata del cespite abusivo è l’indicazione nell’avviso di vendita della condizione del cespite messo in vendita e delle motivazioni poste alla base della dichiarazione di abusività al fine di renderle note ai potenziali acquirenti e aggiudicatari.

Possiamo pertanto concludere che la condizione di abusività di un bene se da un lato limita la sua commerciabilità nei negozi di diritto privato, dall’altro non rileva formalmente ai fini dell’esecuzione immobiliare e della vendita forzosa dello stesso, potendo al massimo incidere sull’appetibilità dello stesso.

Trib. Napoli, 26 febbraio 2020

Valeria Agrosì – v.agrosi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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