Chi è causa del suo mal… non può accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio

Chi è causa del suo mal… non può accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio

Il ricorso per la liquidazione del patrimonio proposto dal trustee per conto del trust è inammissabile se la funzione per la quale è stato utilizzato il trust è illecita. Tale si verifica quando il trust è stato di fatto utilizzato per eludere la disciplina concorsuale ed impedire la realizzazione coattiva individuale del credito da parte del creditore sociale.

Con sentenza dello scorso 3 gennaio, il Tribunale di Treviso ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso ex art. 14 Legge n. 3/2012 depositato da una società che agiva in qualità di trustee, dopo aver accertato la nullità del negozio istitutivo del trust per illiceità della causa.

Nel caso di specie la società che depositava il ricorso volto all’accesso alla procedura di liquidazione del patrimonio ex art. 14 della legge n. 3/2012 agiva in qualità di trustee. Il trust era stato costituito in data 19 dicembre 2016 dalla Disponente la quale alla suddetta data era sottoposta alla procedura di scioglimento volontario ed aveva già concesso in affitto ad altro soggetto la propria azienda. Con atto del 21 dicembre 2016, poi, la disponente veniva posta in liquidazione ed in data 9 gennaio 2017 veniva cancellata dal registro delle imprese.

Il tribunale di merito richiama un saldo principio già sancito dalla girusiprudenza di legittimità secondo il quale la Convenzione dell’Aia del 1° luglio 1985, ratificata con L. 16 ottobre 1989, n. 364, esclude si possa impedire l’applicazione della lex fori in tema di protezione dei creditori in caso d’insolvenza nell’ipotesi in cui il trust sia stato utilizzato in funzione illecita. La funzione è illecita quando il trust è stato di fatto utilizzato per eludere la disciplina concorsuale secondo un accertamento in concreto alla luce di indici quali: l’incapienza dei beni e dei crediti conferiti nel trust rispetto ai debiti scaduti; l’entità dei debiti e l’attivo residuo del disponente al momento della costituzione del trust; la successiva cancellazione della società disponente dal registro delle imprese; il mancato compimento di qualsiasi concreta attività di liquidazione. (cfr. Cass. n. 10105/2014 e Cass. n.12925/17)

L’illiceità della causa del negozio di trust sussiste anche qualora lo strumento segregativo del patrimonio sia stato utilizzato al fine di impedire la realizzazione coattiva individuale del credito da parte del creditore sociale, il quale non potrebbe soddisfarsi sui beni conferiti in trust se non previo esperimento di azione revocatoria o di apposito accertamento giurisdizionale della nullità del negozio istitutivo del trust medesimo.

Nel caso in esame il negozio di trust era stato stipulato quando la società disponente era in stato d’insolvenza e in pendenza di una procedura di riscossione avviata a seguito della notificazione di avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. La causa concreta del regolamento in trust, pertanto, era stata quella di segregare tutti i beni dell’impresa a discapito di forme pubblicistiche di liquidazione quali il fallimento, al fine di precludere all’Erario di soddisfarsi coattivamente sui beni aziendali conferiti in trust.

Conseguentemente, il tribunale di prime cure aveva ritenuto di accertare in via incidentale la nullità del negozio istitutivo del trust per illiceità della causa e dichiarare la non riconoscibilità del trust nell’ordinamento italiano alla luce della causa concreta del negozio, non potendo l’ordinamento fornire una tutela ad un regolamento di interessi che pur veicolato da negozio in astratto riconoscibile in forza di convenzione internazionale, contrasta con i fini di cui sono espressioni norme imperative interne (cfr. Cass. n. 1015/2014).

Tribunale di Treviso, sentenza del 3 gennaio 2019

Angelica Macchi – a.macchi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Procedura di liquidazione del patrimonio e possesso di beni

Il Tribunale di Verona, chiamato a pronunciarsi avverso il reclamo presentato contro il provvediment...

Crisi e procedure concorsuali

Fatture: no data certa? No party!

La domanda di ammissione al passivo non può essere accolta ancorché, a sostegno del credito, venga...

Crisi e procedure concorsuali

Elemento oggettivo e soggettivo degli atti di frode ai fini della revoca del concordato preventivo

In materia di concordato preventivo, gli atti di frode rilevanti ai fini della revoca rimangono inte...

Crisi e procedure concorsuali