Responsabilità Civile

Cass., 25 maggio 2011, Sez. III, n. 11609

(torna all'articolo)

La giurisprudenza di legittimità che ha riaffermato l’unicità del danno non patrimoniale, sottolineando la necessità di evitare duplicazioni, ha contestualmente affermato il principio dell’integralità del risarcimento: ne consegue che non risulta censurabile la sentenza di merito che dispone in favore della vittima dell’incidente la liquidazione del danno alla vita di relazione per la depressione riconducibile alla patologia contratta in seguito al sinistro, accanto al danno biologico e a quello morale

(leggi la sentenza per esteso)

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

Con una recentissima ordinanza la III sezione civile della Cassazione ha confermato il ristoro econ...

Responsabilità Civile

Con una recentissima ordinanza la Cassazione ha stabilito che una nuova canna fumaria deve essere d...

Responsabilità Civile

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Spetta al produttore del farmaco fornire avvertenze idonee a consentire al consumatore di effettuare...

Responsabilità Civile

X