La sostanza sulla forma: l’effettività del primo incontro di mediazione

In caso di mancato accordo, il mediatore deve formulare una proposta conciliativa

In materia di mediazione obbligatoria, nel corso di un giudizio avente ad oggetto contratti bancari, il Tribunale di Napoli Nord è intervenuto affermando un principio di carattere interpretativo, che invero è a tutt’oggi minoritario presso la giurisprudenza.

Il Giudice partenopeo, prima di tutto, ha ribadito che la normativa introdotta dal D. Lgs. 28/2010 persegue – sul piano pubblicistico – il fine di limitare il contenzioso dinanzi all’autorità giudiziaria, tutelando, in modo mediato, l’efficienza del sistema giudiziario e – sul piano privatistico – l’obiettivo di predisporre uno strumento flessibile di soluzione delle controversie, che consenta alle parti la migliore composizione della lite e, conseguentemente, la puntuale realizzazione dei corrispettivi interessi. Il medesimo ha, quindi, ripercorso i principali articoli del D. Lgs. 28/2010, per arrivare a soffermarsi, infine, sui poteri del mediatore.

In particolare, il Giudice ha richiamato l’art. 8 del D. Lgs 28/2010, in base al quale il mediatore deve adoperarsi affinché le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia, e il successivo art. 14, che, nel definire gli obblighi del mediatore, prevede espressamente che lo stesso debba formulare le proposte di conciliazione nel rispetto dell’ordine pubblico e delle norme imperative.

Partendo da questo punto e richiamando l’ordinanza del Tribunale di Vasto del 15/6/2016 viene affermato che la formulazione della proposta “è un passaggio cruciale ed ineludibile del procedimento di mediazione, la cui omissione preclude al giudice la possibilità di compiere le valutazioni previste dall’art. 13 del decreto 28/2010. Ne consegue che qualora il mediatore, contravvenendo alle prescrizioni del giudice abbia omesso di formulare la proposta, la procedura non può considerarsi ritualmente svolta, dovendo le parti, a pena di improcedibilità della domanda, riattivare il procedimento affinché il mediatore, senza oneri aggiuntivi completi la sua attività con la formulazione di una proposta conciliativa, ai sensi dell’art. 11, D.Lgs. n. 28/2010, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti”.

In conclusione, il Giudice ha precisato che “il mediatore, sulla base della lettura degli atti messi a disposizione dalle parti e se del caso previa nomina da parte dell’organo di mediatore ausiliario o avvalendosi di esperto iscritto all’albo anche del Tribunale, formuli, come previsto dalla legge, in caso di mancato accordo, una proposta conciliativa indipendentemente dalla concorde richiesta delle parti”.

Pertanto, con l’ordinanza del 7 giugno, il Tribunale di Napoli Nord (giudice Dott. Rabuano) ha ordinato l’attivazione di una procedura di mediazione, onerando il mediatore di formulare la propria proposta conciliativa in caso di mancato accordo tra le parti.

Tribunale di Napoli Nord, ordinanza del 7 giugno 2019

Marco Campoli – m.campoli@lascalaw.com

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