Il carattere non vessatorio della clausola risolutiva espressa in tema di riscatto di polizza assicurativa

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la clausola contrattuale che prevede la risoluzione di diritto del contratto di assicurazione – in caso di mancato pagamento di una sola rata del premio da parte dell’assicurato – non ha carattere vessatorio, non essendo ricompresa tra quelle previste dall’art. 1341 c.c., conseguendone la facoltà della compagnia assicuratrice di trattenere i premi già corrisposti.

L’ordinanza è stata emessa a seguito di un giudizio promosso dall’assicurato, che riteneva sussistere il diritto di riscattare la polizza, nonostante avesse pagato solo un premio.

Il Giudice di secondo grado accoglieva l’appello proposto dalla compagnia assicurativa, riformando così la decisione di primo grado, e dichiarava insussistente il diritto del ricorrente alla riscossione, sottolineando la non vessatorietà della clausola contrattuale in forza della quale, nel caso di mancato pagamento di una sola delle suddette rate, il contratto di assicurazione si sarebbe risolto di diritto con la facoltà della compagnia assicuratrice di trattenere quanto già corrisposto dall’assicurato.

La Suprema Corte, dichiarando il ricorso manifestamente infondato, ha affermato che la clausola non ha carattere vessatorio, ritenendo che non può essere ricondotta alle ipotesi contemplate nell’art. 1341 c.c., nemmeno nel caso di eventuale aggravamento delle condizioni di uno dei due contraenti, infatti, la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto si collega alla posizione di parte contrattuale e la clausola risolutiva si limita a rafforzarla.

Tale tesi trova sostegno anche nell’art. 1924 c.c., in base al quale il contraente che non paga i premi successivi nel termine di tolleranza previsto dalla polizza o, nel termine di giorni venti dalla scadenza, il contratto si risolve di diritto, e i premi pagati restano acquisiti all’assicuratore, salvo che sussistono le condizioni per il riscatto dell’assicurazione o per la riduzione della somma assicurata.

Cass., Sez. VI, Ord., 27 agosto 2020, n. 17912

Nadia Rolandi – n.rolandi@lascalaw.com

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