Credito Al Consumo

Carattere accessorio della fideiussione ed inapplicabilità del Codice del Consumo

Una recente sentenza pronunciata in favore di una delle Clienti dello Studio fornisce l’opportunità di affrontare la questione dell’applicabilità della disciplina del Codice del Consumo a quei contratti di fideiussione stipulati a garanzia dell’adempimento di un’obbligazione assunta da un professionista.

Come noto, l’applicazione della normativa consumeristica presuppone la sussistenza di un requisito di natura soggettiva, ovvero la presenza di una persona fisica, il consumatore, che agisce per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale.

Nell’ipotesi della prestazione di una fideiussione la problematica è quella di comprendere se tale requisito soggettivo debba rinvenirsi nel fideiussore oppure nel soggetto obbligato in via principale.

Ebbene, la Giurisprudenza, chiamata a statuire sul punto, ha costantemente ritenuto inapplicabile il D. Lgs. n. 206/2005 all’ipotesi in cui una persona fisica, nonostante abbia agito al di fuori della propria attività imprenditoriale, abbia garantito un debito assunto da altri nell’esercizio della propria attività imprenditoriale.

Questo in quanto, ai fini della individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità del consumatore, la qualità del debitore principale attrae quella del fideiussore (cfr. ex multis, Cass. Civ. 25212/2011).

Tale capacità di attrazione trova fondamento nella natura accessoria della fideiussione la quale impone un necessario collegamento tra il contratto costitutivo dell’obbligazione fideiussoria e quello costitutivo dell’obbligazione principale.

Nello stesso solco tracciato dalla Suprema Corte si è posto di recente il Tribunale di Bologna che con la sentenza n. 2244/2013, ribadendo i principi sopra esposti, non ha potuto fare a meno di osservare che “accedendo la fideiussione ad un contratto di leasing stipulato da un imprenditore collettivo in forma di società di capitali per l’acquisto di beni attinenti all’esercizio dell’attività di impresa, va esclusa l’applicabilità della disciplina delle clausole abusive nei contratti con i consumatori”.

(Luca Simoni – l.simoni@lascalaw.com)

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