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Cancellazione di srl e interruzione del processo

Cass., III Sez. Civ., 24 marzo 2015, n. 5855  (leggi la sentenza)

Se la società è stata cancellata dal registro delle imprese, il processo si interrompe con effetto immediato; per poter procedere è necessario un atto di riassunzione da parte dei soci o nei loro confronti.

È questo il principio di diritto recentemente stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 5855 del 24 marzo 2015. I giudici di legittimità hanno ritenuto fondata l’eccezione di inammissibilità presentata da una banca nei confronti di una società che chiedeva un ristoro maggiore per il danno all’immagine subito in seguito a un’errata segnalazione alla centrale rischi.

In particolare, prima del deposito della sentenza impugnata, la s.r.l. era stata cancellata dal registro delle imprese. Tale cancellazione, secondo i giudici, “ha comportato l’estinzione della società con effetto immediato ai sensi dell’art. 2495 2 co, cod. civ. (coì come modificato dall’art 4 del dlgs 6 del 2003), donde il venir meno della legittimazione ad agire della società e del liquidatore dal quale era rappresentata”.

Sul punto la terza sezione civile ha infatti chiarito che a seguito della modificazione dell’art. 2495 cod. civ. la cancellazione della società dal registro delle imprese cagiona l’estinzione della società fin dal momento in cui il provvedimento di cancellazione è stato adottato e, conseguentemente, “l’interruzione del processo del quale la società è parte, ai sensi degli art. 299 e ss. cod. proc. civ., dal momento in cui l’evento interruttivo sia stato dichiarato o fatto constatare nei modi di legge; interruzione a cui deve fare seguito la riassunzione da parte dei soci, o nei confronti dei soci che siano subentrati nei rapporti già facenti capo alla società, ai sensi dell’art. 110 cod. proc. Civ.”

Di conseguenza, la società avrebbe dovuto, ante deposito del ricorso in Cassazione, intervenire con un atto di riassunzione pena l’inammissibilità del ricorso. Per questi motivi, la Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità di entrambi i ricorsi e compensato le spese sulla base del principio della reciproca soccombenza.

27 maggio 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

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