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Calcolo del TAEG e polizza assicurativa: l’onere della prova tra cliente ed intermediario

La polizza assicurativa non concorre a determinare il TAEG se l’intermediario dimostra di aver proposto il finanziamento, alle medesime condizioni, indipendentemente dalla stipula del contratto di assicurazione

Con la decisione n. 19452 del 4 novembre 2020 il Collegio di Napoli ha confermato il consolidato orientamento formatosi in seno all’Arbitro Bancario e Finanziario in merito all’inclusione dei costi assicurativi nell’operazione di calcolo del TAEG.

Nel caso sottoposto alla cognizione del Collegio partenopeo, esaurita infruttuosamente la fase prodromica del reclamo, i ricorrenti hanno adito l’Arbitro al fine di ottenere la rideterminazione del piano di ammortamento del finanziamento, previa applicazione del tasso sostitutivo ex lege, per la mancata inclusione del costo della polizza assicurativa nel TAEG.

L’intermediario, costituitosi, si è opposto alle pretese dei ricorrenti, eccependo la facoltatività della polizza.

Il Collegio di Napoli, con la decisione in commento, ha ribadito che “in presenza di un contratto di finanziamento nel quale le parti hanno indicato come facoltativa la polizza assicurativa abbinata spetta al mutuatario dimostrare che essa rivesta invece carattere obbligatorio” e che “è consentito al ricorrente assolvere l’onere della prova attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti

In tale ottica rilevano gli indici “sintomatici” individuati dall’ABF in merito al collegamento funzionale tra il finanziamento e la polizza assicurativa (contestualità della stipula, pari durata ecc.).

La presenza di tutti gli indici di collegamento funzionale consente di considerare provata, per l’appunto per presunzioni, l’obbligatorietà della polizza. Tuttavia, una simile prova può essere superata dall’intermediario che dimostri di aver proposto al ricorrente la sottoscrizione del finanziamento alle stesse condizioni anche per l’ipotesi di mancata sottoscrizione della polizza assicurativa.

A tal fine l’intermediario soggiace all’onere di allegare almeno due contratti di finanziamento stipulati da soggetti che presentino il medesimo merito creditizio del ricorrente e che hanno ottenuto la concessione del prestito pur in mancanza della contestuale sottoscrizione del contratto di assicurazione (ABF – Collegio di Coordinamento, decisione n. 16291/2018).

Considerata la sussistenza di tali presupposti, il Collegio di Napoli ha affermato che “pur sussistendo nel caso in esame gli indici sintomatici presuntivi della obbligatorietà della polizza assicurativa, l’intermediario ha rimosso il valore probatorio in conformità all’orientamento del Collegio di Coordinamento. In particolare, l’intermediario ha dimostrato di avere proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e quindi del TAEG) con conseguente offerta delle medesime condizioni di finanziamento con o senza polizza. La polizza assicurativa in esame, perciò, deve essere reputata facoltativa e, come tale, non incidente sul calcolo del TAEG”.

L’intermediario, coerentemente con quanto richiesto dal Collegio di Coordinamento ha inoltre “… allegato copia di quattro contratti conclusi con altri clienti valutati quali aventi medesimo merito creditizio del ricorrente a prescindere dalla stipula di contestuale polizza assicurativa”.

La prova contraria è stata considerata raggiunta dal Collegio sul presupposto che i contratti allegati dall’intermediario rispettavano i cinque parametri necessari ai fini della confrontabilità con il contratto dedotto in giudizio e relativi a: TAN, durata, importo, periodo di offerta e altre garanzie.

Sulla base di tali premesse, il Collegio di Napoli – decisione 19452/2020 – non ha accolto il ricorso.

Collegio ABF Napoli, 4 novembre 2020, n. 19452 

Cristian Ciannella – c.ciannella@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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