Diritto dell'Esecuzione Forzata

Caducazione del pignoramento iniziale del creditore procedente. Effetti.

Tizio, promuoveva opposizione ad un’esecuzione immobiliare promossa dalla creditrice Caia, in ragione di un Decreto Ingiuntivo.
Nella procedura in questione spiegavano intervento altri creditori, alcuni muniti di titolo esecutivo.
Con successiva sentenza, la Corte di Appello competente revocava il Decreto posto a fondamento dell’azione esecutiva azionata dal procedente, ma la conseguente istanza di caducazione della procedura esecutiva, formulata sul presupposto che l’inefficacia del titolo esecutivo del procedente avesse determinato l’inefficacia del pignoramento e di tutti i successivi atti esecutivi, venne rigettata dal G.E., il quale, disponeva la vendita dell’immobile, poi aggiudicato a Sempronio.
Tizio, denunciando l’illegittimità della pronuncia di rigetto e conseguentemente, l’illegittimità della prosecuzione dell’intera procedura esecutiva, chiedeva che il G.E. dichiarasse la nullità di tutta l’attività esecutiva posta in essere.
I creditori opposti chiedevano dal canto loro il rigetto dell’opposizione, sostenendo che il venir meno del titolo azionato dal procedente, non potesse pregiudicare le ragioni degli intervenuti in forza di autonomi titoli muniti di efficacia esecutiva e sostenendo che le vicende relative al decreto ingiuntivo azionato dal creditore procedente non sarebbero state di ostacolo alla prosecuzione dell'esecuzione, nè avrebbero potuto spiegare effetti in relazione agli atti esecutivi posti in essere successivamente alla soppressione del titolo in questione, per effetto della pronuncia del Giudice di quel procedimento.
La Corte ha rilevato come la revoca, del titolo esecutivo azionato dal procedente per promuovere la procedura espropriativa, impedisca la legittima prosecuzione della stessa da parte dei creditori muniti di titolo esecutivo intervenuti anteriormente a detta revoca per realizzare in tale sede la pretesa, dagli stessi vantata in via coattiva, salvo che il primo atto di pignoramento non sia integrato da pignoramenti successivi. La facoltà di costoro di provocare gli atti dell’espropriazione a cui partecipano, se muniti di titolo esecutivo, deve intendersi nel senso che il titolo esecutivo consente all'intervenuto di sopperire anche all’eventuale inerzia del creditore procedente, onde far proseguire il processo, compiendo, in sua vece, gli ulteriori atti di impulso processuale necessari a impedirne l'estinzione (e non, pertanto, nel senso che una volta iniziato il processo in base a un titolo esecutivo esistente al momento in cui l'intervento si è realizzato in base ad altro titolo, il processo può legittimamente proseguire a prescindere dalle sorti del titolo originario). La prosecuzione dell'azione esecutiva ad opera degli interventori muniti di titolo postula, pertanto, la permanenza attuale di una valida procedura esecutiva.

(Luca Abruzzese – l.abruzzese@lascalaw.com)

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