Contratti Bancari

Brevi note sull’irreparabilità del pregiudizio nella tutela d’urgenza ex art. 700 C.P.C.

– di Rosaria Giordano, in Il Corriere del merito n. 7/2013, pag. 734.

L’ordinanza del Tribunale di Lecce, 8 gennaio 2013, costituisce per l’Autore l’occasione di soffermarsi ad esaminare uno dei presupposti del ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., ovvero quello del periculum in mora.

Nella fattispecie oggetto di causa, un correntista aveva adito l’autorità giudiziaria per ottenere una rettifica della segnalazione del suo nominativo, effettuata da una banca presso la Centrale Rischi. Infatti, nell’ambito del giudizio ordinario pendente tra il cliente e l’istituto di credito, a seguito di una consulenza tecnica d’ufficio, il saldo passivo del conto corrente risultava essere inferiore a quello emergente dagli estratti conto, sulla base del quale veniva invece effettuata la segnalazione contestata.

Il Tribunale di Lecce ha accolto la domanda del correntista, affermando che, pur trattandosi di causa avente ad oggetto diritti di credito per i quali è sempre possibile ottenere una riparazione pecuniaria, in concreto il perdurare, per tutto il tempo del giudizio ordinario, di una segnalazione erronea avrebbe potuto cagionare un danno irrimediabile al correntista, consistente in una ridotta possibilità di accedere al credito e nella conseguente paralisi dell’attività imprenditoriale.

L’Autore, dopo aver illustrato il contenuto dell’ordinanza in commento, osserva che il provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. si caratterizza, prima di tutto, per la residualità. Trattasi, infatti, di uno strumento cautelare utilizzabile soltanto laddove il ricorrente non abbia la possibilità di ottenere il medesimo risultato tramite un rimedio tipico.

Secondariamente, ai fini dell’ammissibilità del ricorso, è necessario che sussista un imminente pericolo di pregiudizio irreparabile. Ciò ha indotto parte della dottrina a ritenere utilizzabile il procedimento ex art. 700 c.p.c. soltanto per tutelare diritti assoluti, ossia quelli che attengono a beni di carattere infungibile, o diritti costituzionalmente rilevanti.

Tuttavia, nella prassi la giurisprudenza ha ritenuto sussistente un pregiudizio irreparabile anche in ipotesi in cui il diritto, del quale si chiedeva la tutela, aveva ad oggetto un bene di carattere fungibile. Ciò, allorché (come nel caso sottoposto al Tribunale di Lecce) la mancata concessione della misura cautelare potrebbe avere riflessi irreparabili su situazioni non patrimoniali.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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