A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Bollette di Luce e Gas: quali interventi per l’emergenza Coronavirus

L’emergenza Coronavirus sta comportando un corposo coinvolgimento anche nel mondo delle utilities, spesso involto all’interno del dibattito istituzionale in ragione della riconosciuta rilevanza che possiede questo settore nella vita quotidiana. Nei giorni scorsi si è infatti spesso discusso di possibile sospensione delle bollette e delle interruzioni oltre che di una ipotetica rimodulazione degli oneri di sistema.

Con riferimento alla possibile sospensione delle bollette di energia elettrica, gas e sistemi idrici, sebbene sia stata una tra le misure originariamente intraprese nei primissimi giorni di emergenza, il Governo sembrerebbe non aver ancora preso una posizione univoca a livello nazionale.

Difatti, con il Decreto Legge 2 marzo 2020 n. 9 emesso per fronteggiare l’iniziale emergenza, veniva previsto che “L’Autorità di regolazione per energia,  reti  e  ambiente,  con riferimento ai settori dell’energia elettrica, dell’acqua e del  gas, ivi inclusi i gas diversi dal gas naturale  distribuiti  a  mezzo  di reti canalizzate, e  al  ciclo  integrato  di  gestione  dei  rifiuti urbani, con propri provvedimenti, prevede la sospensione  temporanea, fino al 30 aprile 2020, dei termini  di  pagamento  delle  fatture  e degli avvisi  di  pagamento  emessi  o  da  emettere,  per  i  comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente  del  Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020”.

In altre parole, la previsione citata era limitata ai Comuni della cd. “Zona Rossa”: “1) nella Regione Lombardia: a) Bertonico; b) Casalpusterlengo; c) Castelgerundo; d) Castiglione D’Adda; e) Codogno; f) Fombio; g) Maleo; h) San Fiorano; i) Somaglia; l) Terranova dei Passerini. 2) nella Regione Veneto: a) Vo’”.

Successivamente, sebbene con gli interventi governativi a partire dall’8 marzo 2020 siano state previste nuove misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica con la creazione della cd. Zona Arancione (Lombardia ed alcune province settentrionali) e, infine, con l’estensione delle disposizioni a tutto il territorio nazionale, non veniva fatto alcun cenno alla sospensione temporanea del pagamento delle bollette.

Ad oggi, dunque, a beneficiare della sospensione (si badi bene, temporanea) del pagamento delle utenze sono/saranno solamente i comuni coinvolti nell’originaria zona rossa.

Sotto il profilo della sospensione delle utenze è invece intervenuta l’ARERA (che, ricordiamo, è l’Autorità che si occupa di svolgere attività di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore). L’Autorità, infatti, con riunione d’emergenza del 12 marzo 2020, è intervenuta con la deliberazione 60/2020/R/com. Qui l’Autorità, riconoscendo che l’odierna “situazione, estesa ora sull’intero territorio nazionale, comporta evidenti difficoltà e disagi per i clienti finali dei settori dell’energia e per gli utenti del SII, difficoltà e disagi che possono anche riverberarsi sull’ordinaria gestione dei rapporti contrattuali coi rispettivi fornitori, con potenziali criticità anche per questi ultimi e, di riflesso, per l’intera filiera settoriale” ha deciso di intervenire in maniera particolarmente significativa. Il provvedimento evita infatti – per alcune tipologie di clienti – la sospensione della fornitura per morosità. Tale favore nei confronti degli utenti morosi, operante fino al 3 aprile 2020, comporta altresì che l’impresa distributrice di energia elettrica o gas naturale, qualora abbia già eseguito la richiesta di sospensione, provveda tempestivamente alla riattivazione della fornitura sospesa.

Da ultimo, un ulteriore profilo di cui si è sentito spesso parlare in questi giorni riguarda una possibile rimodulazione degli oneri di sistema ovverosia quei corrispettivi che sono destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico o per il sistema gas e che vengono pagati dai clienti finali. Attualmente, tale ipotesi non sembrerebbe considerata dal DL “Cura Italia” anche se questa circostanza non preclude certamente la possibilità che, nei prossimi giorni, vi possa essere un intervento anche in tal senso.

Davide Gavazzeni – d.gavazzeni@lascalaw.com

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