Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Il bilancio della società in concordato preventivo

Una società ammessa al concordato preventivo deve considerarsi ancora in bonis  e, pertanto, l’imprenditore ha tutto l’interesse a verificare la corretta redazione dei bilanci sottoponendo anche a controllo giudiziario le iscrizioni delle poste di bilancio.

Così si è espresso il Tribunale di Milano con la sentenza del 28 luglio 2016 a firma della Dott.ssa Galioto.

La società che accede alla procedura concorsuale, infatti, si trova in un mero stato di crisi e non in un irreversibile stato di insolvenza, condizione, questa, che condurrebbe alla diversa procedura fallimentare.

Pertanto l’imprenditore non viene spossessato della titolarità delle quote sociali né l’ente si dissolve, anzi, con l’accesso al concordato la società mira a proseguire la propria attività senza soluzioni di continuità nella rappresentazione a soci e terzi della situazione economico-patrimoniale della stessa.

In quest’ottica  l’imprenditore ha tutto l’interesse a verificare l’esatta apposizione delle poste del bilancio anche richiedendo l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Neppure si può fondamentalmente sostenere che la presenza del Collegio sindacale possa far venir meno la legittimazione del socio di minoranza, e il suo interesse ad agire per ottenere l’annullamento della delibera di approvazione del bilancio, poiché il potere di controllo del socio previsto espressamente dalla legge, ha ragion d’essere con riferimento alle determinazioni della società in punto di rappresentazione della situazione economica patrimoniale e finanziaria ai soci e ai terzi, senza che esso possa essere assorbito, sostituito o precluso da quello già operato dal collegio sindacale.”

In merito, poi, all’esatta apposizione delle poste, il Tribunale milanese ha rammentato che l’articolo 2423 bis  del codice civile fornisce i principi per la corretta redazione del bilancio ed impone, al primo comma, n. 4) di “tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura del conto.”. Pertanto in caso di messa in liquidazione della società imminente ovvero già deliberata, le regole tecniche applicabili precisano che gli amministratori debbano procedere alla redazione del bilancio dell’esercizio in corso utilizzando sì i cosiddetti criteri di funzionamento, ma anche applicando i criteri di valutazione previsti dall’art. 2426 del codice civile con le modalità precisate nel par. 3.4.2, il quale presuppone che la gestione, ancora nelle mani degli amministratori, sia comunque rivolta ad un carattere “conservativo” e non “dinamico-produttivo”.

Tribunale di Milano, 28 luglio 2016 (leggi la sentenza)

Michela Crestani – m.crestani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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