Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Bankitalia sull’esito delle misure creditizie anticrisi

La recentissima nota del 20 settembre u.s. (rinvenibile al seguente link ) dà notizia attraverso una analisi dettagliata degli effetti positivi che hanno sortito le misure di sostegno varate dagli istituti di credito durante la pandemia.

Curiosamente, lo studio ha evidenziato che la crescita dei prestiti erogati delle banche nel periodo pandemico non si è dimostrata correlata – come di consueto accade – con le variabili che tipicamente influenzano l’offerta del credito bancario.

Ciò dimostra che le politiche di sostegno adottate dai governi e dalle autorità europee, con le quali si sono introdotte garanzie statali e flessibilità dei requisiti per l’accesso al capitale, sono state efficaci nel sostenere e rispondere all’ingente quantità di richieste di accesso al credito durante gli intensi periodi della pandemia.

Infatti – si legge – che l’efficacia di queste politiche probabilmente è stata resa possibile anche grazie al sostanziale miglioramento delle posizioni patrimoniali e di liquidità delle banche a seguito del post-riforma 2007- 08.

Un altro importante risultato cui lo studio è giunto è che gli intermediari che hanno fornito servizi di prestito attraverso piattaforme online e hanno utilizzato avanzati metodi di scoring sono stati in grado di adattare al meglio i propri servizi alle nuove ed eccezionali richieste dei privati. Infatti, le banche che avevano già investito nei processi digitali hanno servito i loro clienti in modo più efficiente, durante il lockdown e quando le restrizioni all’interazione fisica erano in essere, rispetto agli intermediati che non avevano sufficientemente investito nei digitalized processes.

Con specifico riguardo alla posizione italiana, dallo studio è emerso che i flussi di cassa generati dai prestiti erogati a favore delle società non finanziarie sono aumentato in modo considerevole e molto rapidamente a partire da marzo 2020, soprattutto in relazione ai crediti a medio e lungo termine, i quali hanno potuto beneficiare delle garanzie pubbliche. A fine 2020 – si è riscontrato – i prestiti garantiti rappresentavano circa il 18% dei crediti delle imprese, il che giustifica in buona parte l’impennata dei prestiti bancari che si è potuta osservare durante la pandemia.

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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