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Bankitalia pubblica il “bollettino economico” n.2/2021: il focus sul settore bancario

Il 16 aprile u.s. Bankitalia ha pubblicato il bollettino economico n.2/2021 con il quale, come di consueto, vengono fornite informazioni sull’andamento dell’economia italiana, non mancando anche uno sguardo al panorama internazionale.

Proponiamo, di seguito, un breve sunto del bollettino con una particolare attenzione per il settore bancario italiano, ritenuto di particolare interesse per i nostri Lettori. Il testo completo del Bollettino è scaricabile a questo link.

Sin d’ora vale la pena rilevare che l’organo di vigilanza giunge alla conclusione che l’andamento dei prestiti alle imprese, a febbraio 2021, si è confermato dinamico, con una domanda ancora elevata di finanziamenti garantiti dallo Stato. Le condizioni di offerta si sono mantenute distese, e tanto il costo della raccolta bancaria quanto i tassi sui nuovi prestiti sono rimasti invariati su livelli molto bassi.

La crescita del credito si mantiene solida

I prestiti al settore privato non finanziario sono cresciuti del 3,4% sui 3 mesi (a fronte del poco superiore 5,1% sui 12 mesi). Quelli, invece, concessi alle società non finanziarie hanno sensibilmente rallentato attestandosi sul 3,6% sui 3 mesi (a fronte del 7,6% sui 12 mesi). Quanto alle famiglie, infine, il credito ad esse concesso ha continuato ad espandersi, attestandosi sul 3,8% sui 3 mesi (a fronte del 2,4% sui 12 mesi).

Aumentano i depositi ed il risparmio di imprese e famiglie

Tra la fine del 2020 e gli inizi del 2021 la raccolta delle banche è rimasta sostenuta. La crescita dei depositi dei residenti in Italia si è fortificata, elevandosi da 1.742 miliardi (novembre 2020) a 1.782 miliardi (febbraio 2021), con un incremento di 40 miliardi, il che è di tutto buono auspicio e sembra preannunciare una tendenziale fase di ripresa del risparmio individuale.

Incremento in negativo, invece, lo hanno avuto i depositi dei non residenti in Italia, depositi che da 321 miliardi (novembre 2020) sono diminuiti a 298 miliardi, con un calo netto di 23 miliardi.

Le condizioni della raccolta del risparmio si sono mantenute invece tendenzialmente omogenee: i rendimenti delle obbligazioni bancarie sul mercato secondario sono rimasti pressoché invariati attestandosi su livelli bassi (1,2%)

Scende il costo del credito alle imprese

Il tasso di interesse sui nuovi prestiti bancari alle imprese si è ridotto all’1,1% (febbraio 2021), diminuzione che ha interessato tanto i finanziamenti oltre un milione di euro (tasso all’1,8%), quanto quelli di importi inferiori (tasso allo 0,7%).

È rimasto invece invariato il costo medio dei nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, che è rimasto stabile all’1,3%.

L’offerta del credito è mantenuta ampia dalle misure di sostegno

Nell’indagine sul credito bancario, riferita al quarto trimestre del 2020, si osserva come le banche italiane abbiano segnalato come le politiche di offerta sui prestiti alle società non finanziarie si siano mantenute distese, grazie anche agli effetti positivi degli schemi di garanzia pubblica e al sostegno della politica monetaria, che hanno facilitato erogazioni in linea con la domanda di fondi da parte delle imprese.

Per il primo trimestre del 2021 si dovranno invece attendere gli effetti che produrrà il nuovo D.L.n.41/2021 (c.d. “Decreto Sostegni”) recante “misure urgenti in materia di sostegno alle imprese agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”. Il decreto, sul punto, introduce delle misure di carattere prevalentemente temporaneo volte a mitigare le ripercussioni economiche dell’emergenza epidemiologica su famiglie e imprese ed a rafforzare le azioni di contrasto alla pandemia, le quali, in buona sostanza, si pongono in un solco di continuità rispetto agli interventi di carattere emergenziale varati nel 2020.

Sotto il profilo finanziario, si è determinato un aumento dell’indebitamento netto relativo all’anno 2021 di 31,5 miliardi, in tal modo utilizzando interamente lo scostamento di bilancio approvato dal Parlamento il 20 gennaio u.s., pari a 32 miliardi.

In particolare, il decreto destina, all’incirca, 17 miliardi alle imprese ed al sostegno dell’attività economica, 6 miliardi ad interventi in favore di lavoratori e famiglie, 5 miliardi al servizio sanitario nazionale e del comparto sicurezza, 3 miliardi agli enti territoriali ed al comparto istruzione e ricerca.

Rimangono contenuti i nuovi crediti deteriorati

Nell’ultimo trimestre del 2020 il flusso dei nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale dei prestiti è salito all’1,1% (dallo 0,9% del terzo trimestre). Il lieve aumento ha interessato sia i prestiti alle famiglie (dallo 0,9% all’1%), sia quelli alle imprese (dall’1,2% all’1,5%).

Il flusso dei nuovi crediti deteriorati si è mantenuto su valori bassi, beneficiando delle misure di sostegno ai redditi delle famiglie e all’attività di impresa, delle moratorie (sia quelle ex lege sia quelle concesse autonomamente dalle banche) e delle garanzie pubbliche.

In conclusione, dunque, secondo i sondaggi che sono stati effettuati, si è stimato che le imprese stiano programmando di riprendere gli investimenti nella restante parte dell’anno corrente. Le famiglie intervistate da Bankitalia indicano una graduale ripresa delle intenzioni di consumo, ma la propensione al risparmio resta comunque elevata: la maggior parte del risparmio accumulato nel 2020, che è concentrato tra le famiglie meno colpite dagli effetti della pandemia, non verrebbe spesa nel corso di quest’anno.

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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