La sentenza della Corte di cassazione n. 11774, pubblicata il 6 maggio scorso, ribadisce, in materia di antiriciclaggio, l’autonomia dell’obbligazione del corresponsabile solidale rispetto all’obbligato principale e l’applicazione del principio del favor rei

Banconote e antiriciclaggio: profili regolamentari

Come noto, il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, di attuazione della Direttiva (UE) 2015/849 (“IV Direttiva Antiriciclaggio”), ha modificato il D.L. 25 settembre 2001, n. 350, convertito con modificazioni dalla Legge 23 novembre 2001, n. 409, (recante disposizioni urgenti in vista dell’introduzione dell’euro) e il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (in materia di prevenzione al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo).

Tali modifiche hanno reso necessario l’intervento di Banca d’Italia, la quale, al fine di dare attuazione al quadro normativo sopra descritto, il 17 dicembre 2018 ha sottoposto a pubblica consultazione il Provvedimento recante “Disposizioni per l’iscrizione e la gestione dell’elenco di cui all’articolo 8 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, nonché su organizzazione, procedure e controlli in materia antiriciclaggio per gli operatori non finanziari iscritti nell’elenco”. Si segnala, inoltre, che per le stesse finalità viene sottoposto a consultazione anche il Provvedimento recante “Disposizioni per l’attività di gestione del contante”.

Il D.Lgs. 90/2017 ha introdotto due importanti novità riguardanti gli istituti di vigilanza in possesso della licenza prefettizia di cui all’art. 134 TULPS (“Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza”), che svolgono l’attività di trattamento delle banconote in euro (gli “operatori”).

In particolare, la riforma, nel riscrivere integralmente il D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio, ha attribuito alla Banca d’Italia la qualifica di Autorità di vigilanza di settore nei confronti degli “operatori”, limitatamente al trattamento delle banconote in euro (art. 1, comma 2, lettera c), D.Lgs. 231/2007).

Al contempo, è stato modificato l’art. 8 D.L. 350/2001 prevedendo che gli “operatori”, per svolgere tale attività, devono iscriversi in un apposito elenco tenuto dalla Banca d’Italia.

Alla luce di tali modifiche, Banca d’Italia, già Autorità di vigilanza di settore per gli intermediari bancari e finanziari, ha acquisito poteri normativi, ispettivi e sanzionatori in materia antiriciclaggio anche nei confronti degli “operatori” iscritti in tale elenco che si affiancano a quelli di derivazione comunitaria in materia di trattamento delle banconote, già esercitati nei confronti dei gestori del contante.

Nello specifico, lo schema di regolamentazione relativo all’istituzione dell’elenco è rivolto agli operatori non finanziari che svolgono professionalmente attività di custodia e trasporto ai sensi dell’art. 134 TULPS, limitatamente all’attività di trattamento delle banconote in euro.

In primo luogo, vengono individuati i requisiti necessari per l’iscrizione. In tal senso, la proposta di Provvedimento prevede che siano richiesti ai componenti dell’organo di gestione, al direttore generale e al direttore tecnico i medesimi requisiti di onorabilità previsti dal TULPS per il rilascio della licenza prefettizia. Analoghi requisiti sono richiesti anche per chi detiene una partecipazione al capitale superiore al 25%, soglia di rilevanza allineata a quanto previsto dall’art. 20 D.Lgs. 231/2007 per l’individuazione del titolare effettivo.

In attuazione di quanto previsto nel D.Lgs. 231/2007, inoltre, il Provvedimento in consultazione prevede anche requisiti organizzativi specifici in materia antiriciclaggio che vanno a integrare quelli già fissati per il ricircolo, dettagliando figure, funzioni e procedure. I principi ispiratori di tale disciplina sono quelli dell’approccio basato sul rischio e di proporzionalità, modulando le previsioni in relazione alle dimensioni e alla complessità dell’attività svolta.

In questa prospettiva, al fine di ridurre gli oneri in capo agli operatori di minori dimensioni, è previsto che gli stessi possano dotarsi di una struttura organizzativa semplificata che tenga conto della loro minore complessità operativa.

La proposta di Provvedimento disciplina, altresì, le segnalazioni periodiche rilevanti per finalità antiriciclaggio e l’autovalutazione del rischio, per la quale verranno forniti criteri dettagliati al fine di agevolare l’avvio dell’attività da parte degli “operatori”.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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