Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Banche dati: è lecita la segnalazione positiva

“Le segnalazioni positive nelle Banche Dati private sono legittime, in quanto vengono effettuate a tutela degli interessi di cui gli operatori del mercato creditizio sono tenuti a farsi carico, per evitare che il mutuatario incorra in una situazione di sovraindebitamento”.

Così si è espresso il Tribunale di Brindisi, all’esito di un procedimento cautelare d’urgenza, nel cui ambito il ricorrente sosteneva che le segnalazioni effettuate da una banca a suo carico, seppure positive (davano cioè atto della regolarità nel pagamento delle rate di un finanziamento), avrebbero costituito illecito trattamento dei dati personali e gli avrebbero cagionato un danno.

Il Giudice ha, prima di tutto, rammentato che – ai sensi dell’art. 5 del GDPR UE/2016/679 – i dati personali devono essere trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato e devono essere “adeguati, pertinenti e limitati” a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati e raccolti. Ove tali condizioni siano rispettate, ai fini della validità della segnalazione non è necessario il consenso dell’interessato. Infatti, il citato GDPR è stato in parte superato dal nuovo Codice deontologico, approvato dal Garante per la   protezione dei dati personali con provvedimento n. 163 del 12 settembre 2019, il cui art. 6 così recita “il trattamento dei dati personali da parte del gestore dei partecipanti al SIC secondo i termini e le condizioni stabilite nel Codice di condotta risulta lecito ai sensi dell’art. 6 comma 1 lett. f) del Regolamento in quanto è necessario per il perseguimento  di legittimi interessi dei partecipanti all’utilizzo del SIC per le finalità di cui al presente Codice di condotta. Pertanto, non è necessario acquisire il consenso dell’interessato”.

Per tale motivo, il Tribunale ha ritenuto legittima la segnalazione effettuata dalla banca resistente, considerato peraltro che nel caso di specie il cliente aveva, comunque, prestato il consenso al trattamento dei suoi dati personali in sede di stipulazione del contratto.

Inoltre, il giudice ha evidenziato come una segnalazione positiva di fatto favorisca l’accesso al credito da parte del cliente, attestandone la solvibilità. Si legge, infatti, nell’ordinanza: “Non può ritenersi che la società resistente abbia agito contra legem: la sussistenza di  una segnalazione positiva, infatti, evidenziando l’affidabilità del mutuatario e la sua regolarità nei pagamenti – aspetti che senz’altro non dovrebbero precludere un futuro accesso al credito, ma, al contrario, agevolarlo – consente agli altri intermediari finanziari di valutare l’idoneità del cliente a farsi carico di ulteriori posizioni debitorie e, dunque, di decidere se concedere o meno un nuovo accesso al credito: per tale ragione, è prevista la possibilità per qualsiasi intermediario di consultare le banche dati per valutare quali siano i prestiti già concessi all’interessato ed effettuare una  valutazione prognostica in ordine alla effettiva possibilità che il mutuatario possa farsi carico di ulteriori obbligazioni. Se la segnalazione negativa, infatti, è idonea a precludere al cliente la    possibilità di accedere a qualsiasi prestito egli intenda ottenere, quella positiva, evidenziando l’attitudine del soggetto ad essere un “buon pagatore”, non esclude a priori la possibilità che egli possa accedere al credito, ma consente all’intermediario di valutare discrezionalmente l’eventuale concessione di un nuovo credito attraverso un raffronto tra il prestito già concesso e quello oggetto di richiesta, al fine di scongiurare il rischio di sovraindebitamento. (…) dunque, la valutazione rimessa all’intermediario in presenza di una segnalazione positiva assolve non solo ad esigenze di tutela del mercato creditizio, ma anche e più nello specifico ad una funzione di salvaguardia del mutuatario, il quale in assenza di tale controllo rischierebbe di accollarsi più debiti di quanti ne possa effettivamente  onorare”.

Da ultimo, il Tribunale ha osservato che le segnalazioni positive non richiedono l’invio di un preavviso e non comportano di per sé alcun pregiudizio in ordine all’onere e alla reputazione del soggetto, né tantomeno alcun danno all’immagine, dal momento che   l’istituto di credito che visualizza la segnalazione prende atto dell’affidabilità del mutuatario in ordine al corretto adempimento delle obbligazioni e della sua attitudine ad essere un “buon pagatore”.

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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