Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Bancarotta: l’Amministratore di fatto per essere considerato penalmente responsabile deve svolgere un’apprezzabile attività gestoria

Nel caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la gestione della società non deve essere né episodica né occasionale.

La Corte d’appello di Lecce confermava la sentenza di primo grado che aveva ritenuto colpevole il ricorrente per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale nella sua qualità di amministratore di fatto.

Avverso tale sentenza l’imputato proponeva gravame per Cassazione sostenendo che gli indici sintomatici individuati dai giudici di merito per sostenere la sua colpevolezza dovessero essere letti in senso diametralmente opposto rimanendo così indimostrato l’esercizio continuativo di fatto dell’attività gestionale della società in concorso con altro imputato, considerato anch’egli amministratore di fatto della fallita.

I Giudici di legittimità ritenevano fondato e meritevole il motivo di doglianza dell’imputato sostenendo –secondo il consolidato orientamento della Corte Suprema- come “assuma la veste di amministratore di fatto colui che esercita se non tutti i poteri propri dell’organo gestorio, quantomeno un’apprezzabile attività gestoria, svolta in modo non episodico o occasionale”.

La prova della posizione di amministratore di fatto si traduce, pertanto, nell’accertamento di elementi sintomatici dell’inserimento organico del soggetto con funzioni direttive nella società. Ciò posto, non può ritenersi tale il soggetto che assuma detti comportamenti, teoricamente rilevanti, per un periodo di tempo ristretto, ovvero che si limiti a prestare un contributo a condotte attribuibili ad altro amministratore, talvolta agendo quale suo prestanome.

Nel caso concreto i giudici di legittimità hanno ritenuto estremamente lacunoso l’apparato giustificativo reso dalla Corte d’Appello al fine di giustificare la riconosciuta posizione di amministratore di fatto di uno degli imputati del delitto di bancarotta fraudolenta.

Cass., V Sez. Pen., 23 Settembre 2016, n. 39681 (leggi la sentenza)

Fabrizio Manganiello f.manganiello@lascalaw.com

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