Vigilanza

Banca d’Italia: sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa

A breve, e cioè il 1 febbraio 2013, entrerà in vigore il Provvedimento in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa emanato da Banca d’Italia lo scorso 18 dicembre 2012 all’esito della procedura di consultazione avviata a maggio 2012.

Le nuove disposizioni si applicheranno ai procedimenti sanzionatori avviati dopo la loro entrata in vigore; a quelli pendenti alla stessa data, e fino alla loro conclusione, continueranno a essere applicate le disposizioni previgenti.

Dalla data di entrata in vigore della suddetta nuova normativa, saranno abrogati:

–        Titolo VIII, capitolo 1 della Circolare n. 229 (Istruzioni di vigilanza per le banche);

–        Provvedimento della Banca d’Italia del 3 settembre 2003 (Procedure per l’applicazione delle sanzioni amministrative agli intermediari non bancari).

Tali disposizioni disciplinano la procedura sanzionatoria per le violazioni accertate da Banca d’Italia nell’esercizio dei propri compiti in materia di vigilanza sulla sana e prudente gestione dell’attività bancaria e finanziaria, sulla correttezza e trasparenza dei comportamenti e sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Presupposto della disciplina sanzionatoria è quello di assicurare l’effettività delle regole, pertanto essa ha non solo un carattere afflittivo nei confronti dell’autore della violazione, ma anche un carattere correttivo della lesione dello specifico interesse amministrativo.

In particolare, si tratta di una procedura basata, al tempo stesso, su un approccio:

–        dissuasivo: in quanto volto a scoraggiare la violazione delle regole e la reiterazione del comportamento anomalo;

–        proporzionale: in quanto prevede una sanzione rapporta tata al grado di gravità  delle violazioni;

–        oggettivo: in quanto garantisce omogeneità di giudizio nella concreta valutazione delle diverse fattispecie;

–        trasparente: nei confronti dei destinatari (intermediari ed esponenti aziendali), le cui controdeduzioni integrano il quadro conoscitivo, completando gli elementi acquisiti nella corso dell’analisi documentale e ispettiva.

Il nuovo Provvedimento in commento è diretto ai soggetti sottoposti alla potestà sanzionatoria della banca d’Italia ai sensi degli artt. 145 del T.U. e del 195 del T.U.F.. La procedura trova applicazione, altresì, nei confronti delle persone fisiche e giuridiche destinatarie delle disposizioni in materia di abuso di denominazione (artt. 133 del T.U. e 188 del T.U.F.), partecipazioni (artt. 139 e 140 del T.U., nonché art. 189 del T.U.F.) e prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (d.lgs. 231/2007).

Per quanto riguarda la fase dell’accertamento delle violazioni, merita di essere segnalato che Banca d’Italia valuta la fattispecie anche alla luce degli interventi correttivi eventualmente adottati nei confronti degli intermediari e che nelle materie disciplinate da norme di principio valuta la condotta tenendo anche in considerazione degli eventuali provvedimenti di carattere generale emanati allo scopo di precisare il contenuto del precetto.

Non è stata accolta la richiesta di valutare l’opportunità di far precedere la contestazione formale ad una fase interlocutoria nella quale l’Autorità di Vigilanza possa prendere atto dei rimedi e delle azioni correttive già poste in essere e definire con l’intermediario un piano di azione da realizzare ai fini della tempestiva rimozione delle irregolarità.

La bozza del Provvedimento è stato, invece, modificato per prevedere che la data di apposizione agli atti del visto del Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria e Finanziaria sia indicata nella lettera di contestazione delle violazioni.

Relativamente alla fase della contestazione, senza volere entrare nel dettaglio dei tecnicismi legati alle modalità di notifica, che comunque sono state semplificate, preme evidenziare che Banca d’Italia non abbia accolto il suggerimento di predeterminare la durata della fase di accertamento, dalla cui conclusione dipende la decorrenza del termine per la contestazione. L’Autorità di Vigilanza si è limitata ad annunciare, nel documento che dà conto di quanto emerso all’esito della fase di consultazione, che impronterà comunque la propria condotta a criteri di efficienza, ragionevolezza e buona amministrazione.

Anche in materia di presentazione delle controdeduzioni è stato valorizzato l’uso della PEC, sui quali non ci si dilungherà.

Non è stato possibile introdurre termini più lunghi per il deposito delle controdeduzioni, essendo quello di 30 giorni previsto da una disposizione legislativa, che non può essere disattesa da un provvedimento “secondario”.

Si segnala, invece, che, ferma la pienezza del diritto di difesa, tenuto conto dell’esigenza di assicurare l’economicità dell’azione amministrativa, sono stati dettati dei “criteri guida” cui i soggetti interessati devono attenersi per lo svolgimento delle proprie difese, che devono svolgersi nel rispetto del principio della leale collaborazione.

La domanda di audizione deve essere presentata con atto distinto rispetto a ogni altro atto presentato nel corso della procedura.

Per quanto riguarda l’integrazione delle contestazioni a seguito di nuovi accertamenti dai quali risultino la violazione delle medesime norme, è stata recepita la richiesta di precisare che il termine per la presentazione delle controdeduzioni decorre dalla data di notifica delle nuove contestazioni.

La fase istruttoria è stata snellita.

Nell’esame delle difese, merita di essere evidenziato che la Banca d’Italia valuta se vi sia stata una tempestiva e completa rimozione degli effetti della violazione e che qualora riscontri che i fatti oggetto di contestazione risultino giustificati o che gli interventi posti in essere abbiano portato alla completa eliminazione delle violazioni rilevate, ne tiene conto ai fini della eventuale archiviazione.

Resta fermo il termine di 240 giorni entro cui deve essere adottato l’eventuale provvedimento di irrogazione delle sanzioni.

Relativamente alla irrogazione della sanzione, vengono specificati i criteri per la valutazione della gravità della violazione ai fini delle determinazione delle misura della sanzione. Che tengono conto sia del principio della proporzionalità che di quello di offensività della condotta.

(Ornella Carleo – o.carleo@lascalaw.com)

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