Nuove regole per l’accesso alla Centrale Rischi in consultazione

Banca d’Italia potrà imporre vincoli alla concessione di finanziamenti

La facoltà di Banca d’Italia di imporre agli istituti bancari dei vincoli alla concessione di mutui e prestiti, in termini di loan-to-value (Ltv) e altri indici di rischio, è oggetto di una consultazione che, avente una durata di 60 giorni, si concluderà indicativamente entro la fine di giugno con l’emanazione della normativa definitiva.

Le norme, infatti, attribuiranno alla Banca d’Italia la possibilità di prescrivere alle banche limiti per l’erogazione di nuovi finanziamenti riguardo ad alcuni indici, tra i quali annoveriamo:

  • il rapporto tra il valore del prestito e quello dell’attività data in garanzia (Loan to value, Ltv);
  • il rapporto tra il valore del prestito e il reddito del debitore (Loan to income, Lti);
  • il rapporto tra il debito complessivo del debitore e il suo reddito (debt to income, Dti);
  • il rapporto tra la rata del prestito e il reddito del debitore (Debt service to income, Dsti);
  • il rapporto tra il debito complessivo del debitore e la sua ricchezza netta (leverage).

Inoltre, la Banca d’Italia potrà eventualmente stabilire dei limiti anche in relazione alla durata dei prestiti e dei vincoli ai requisiti di ammortamento.

Le disposizioni potranno essere applicate a tutti i finanziamenti in modo indistinto oppure differenziando sulla base delle caratteristiche dei clienti che si rivolgono alle banche per richiedere la concessione del finanziamento (persone fisiche o giuridiche) e della tipologia di prestito (credito immobiliare, al consumo), prevedendo o meno soglie di esenzione, a livello nazionale o per specifiche aree geografiche. Dopo aver identificato una specifica vulnerabilità, Banca d’Italia individuerà la misura macroprudenziale da adottare e emanerà il provvedimento relativo, che sarà riesaminato periodicamente.

Occorre sottolineare che tali misure, note come borrower based, sono utilizzate per contrastare rischi sistemici derivanti dagli andamenti del mercato immobiliare e dai livelli elevati di debito di famiglie e imprese. Sul punto, Banca d’Italia ha osservato come provvedimenti di questo tipo, agendo sulle nuove erogazioni di credito, siano particolarmente efficaci nelle prime fasi del ciclo economico, quando il mercato di riferimento si sta espandendo e le vulnerabilità sia per le banche sia per i clienti stanno aumentando e si stanno via via accumulando.

Inoltre, Banca d’Italia intende introdurre in aggiunta un buffer di capitale sui rischi sistemici previsto dalle regole dell’Unione Europea, anche la sua applicazione non è non obbligatoria nei Paesi della Comunità Europea.

Si specifica che il systemic risk buffer, è una riserva di capitale che potrà essere chiesta alle banche per rischi specifici di determinate esposizioni non coperte da altri strumenti. I provvedimenti inoltre aggiornano le normative sull’ammontare massimo distribuibile (Mda) e consentono di applicare agli istituti a rilevanza sistemica nazionale un capitale aggiuntivo fino al 3%, invece che fino al 2%.

In ogni caso, Palazzo Koch ha osservato che in Italia, al momento, non si rilevano rischi significativi che potrebbero essere efficacemente fronteggiati con queste misure, ma che è ugualmente necessario introdurle nel nostro ordinamento nazionale per un pronto utilizzo in caso di necessità.

Maria Gioia Muraca – m.muraca@lascalaw.com

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