Vigilanza

Banca d’Italia: la nuova Procedura sanzionatoria amministrativa

In data 01 febbraio 2013 è entrato in vigore il provvedimento contenente le “Disposizioni di vigilanza in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa”, emanato da Banca d’Italia in data 18 dicembre 2012 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2013.

Le nuove procedure sono applicabili a tutti i procedimenti sanzionatori avviati dopo l’entrata in vigore del provvedimento, salva l’applicabilità delle precedenti disposizioni ai procedimenti amministrativi pendenti alla stessa data.

La nuova normativa, al fine di garantire una razionalizzazione della disciplina vigente in materia, riordina i principi generali e le regole procedimentali di esercizio del potere sanzionatorio della Banca d’Italia, adegua ogni previsione alle numerose modifiche normative che hanno interessato la materia negli ultimi anni e provvede al raggruppamento di tutte le disposizioni sinora frammentate in più atti normativi diretti alle diverse categorie di intermediari vigilati in un unico corpus  di norme.

In particolare la nuova attività sanzionatoria sarà condotta con un approccio dissuasivo, proporzionale, oggettivo e trasparente. L’obiettivo dell’Autorità di Vigilanza è quello di garantire una sana e concreta azione sanzionatoria con efficacia deterrente, costituita da  sanzioni proporzionali alla gravità della violazione commessa, basate sull’applicazione di norme certe e trasparenti.

Il campo di applicazione della nuova procedura sanzionatoria risulta esteso sia dal lato soggettivo sia dal lato oggettivo.

In particolare le nuove disposizioni sono rivolte:

a)       dal lato soggettivo, a tutti i soggetti sottoposti ai poteri sanzionatori della Banca d’Italia quali per esempio: banche, intermediari finanziari, Sgr, Sicav, Sim, Poste Italiane S.p.A., nonché istituti di pagamento e agenti di attività finanziaria. In tale ambito possono essere sottoposti alla procedura sanzionatoria coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, gli incaricati della revisione dei conti, i dipendenti responsabili di specifiche funzioni presso aree o settori operativi e coloro che risultano inseriti nella struttura organizzativa pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato;

b)       dal lato oggettivo, a tutte le violazioni accertate dalla Banca d’Italia nell’esercizio dei propri compiti in materia di vigilanza sulla sana e prudente gestione dell’attività bancaria e finanziaria, sulla trasparenza delle operazioni e sulla correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti, nonché di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

La nuova procedura si articola nelle seguenti fasi: (i) accertamento delle violazioni e acquisizione di elementi necessari  a valutare la sussistenza delle violazioni; (ii) contestazione formale ai soggetti responsabili delle violazioni e al legale rappresentante dell’ente di appartenenza mediante apposita notifica da parte del servizio o della filiale competente della Banca d’Italia, entro 90 giorni dall’accertamento per le procedure avviate ai sensi dell’art. 145 del Tub, ed entro 180 giorni per quelle avviate ai sensi dell’art. 195 Tuf; (iii) presentazione delle controdeduzioni; i soggetti vigilati potranno presentare una domanda di audizione personale e i documenti difensivi al servizio “Rapporti esterni e affari generali” (Rea) della Banca d’Italia entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica della lettera di contestazione.

La fase istruttoria del procedimento, alla luce delle nuove disposizioni, risulta notevolmente snellita. Essa è condotta dal servizio Rea, (in qualità di unità responsabile dei procedimenti sanzionatori) anche se, nei casi di maggiore complessità, novità o rilevanza sistemica, è previsto il parere vincolante espresso da un organo collegiale ovvero dalla Commissione per l’esame delle irregolarità.

Il Rea dovrà  valutare la corretta instaurazione del contradditorio, nonché analizzare gli elementi istruttori acquisiti nel corso del procedimento sanzionatorio, con particolare riferimento alle difese prospettate dagli interessati ed al complesso delle informazioni raccolte. Dovrà considerare, altresì, una eventuale tempestiva e completa rimozione degli effetti della violazione.

Al termine della fase istruttoria il servizio Rea procede alla redazione delle conclusioni, che confluiscono in una proposta motivata per il direttorio della Banca d’Italia.

Al fine di rispettare il principio di separazione fra fase istruttoria e fase decisoria, il compito di procedere all’eventuale irrogazione della sanzione è infatti attribuito al direttorio, che dovrà agire entro 240 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle controdeduzioni da parte del soggetto che ha ricevuto per ultimo la notifica della contestazione.

Per quanto riguarda i criteri cui il direttorio dovrà attenersi per determinare l’importo della sanzione — fermo restando il rilievo assunto dalla tipologia della violazione contestata — la gravità della violazione dovrà essere valutata rispettando sia il principio di proporzionalità che quello di offensività della condotta. A tal proposito dovrà essere considerata la durata della violazione, gli eventuali riflessi che essa ha avuto sulla clientela e sugli interessi degli stakeholder, nonché sulla situazione tecnica, organizzativa e gestionale dell’intermediario, l’eventuale reiterazione della violazione stessa e infine il grado di responsabilità personale dei soggetti sottoposti alla procedura sanzionatoria e l’attività da questi posta in essere allo scopo di eliminare o attenuare gli effetto delle informazioni commesse.

La procedura termina con la notifica dei provvedimenti sanzionatori agli interessati e agli intermediari solidalmente responsabili da parte della Banca d’Italia, che provvede alla pubblicazione del provvedimento per estratto nel Bollettino di Vigilanza, con indicazione delle violazioni accertate, dei soggetti sanzionati e delle sanzioni applicate.
In caso di mancato rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità è inoltre prevista la pubblicazione per estratto, a cura e spese dell’intermediario di appartenenza dei responsabili delle infrazioni, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale di cui uno economico.
L’obiettivo di procedere ad una riorganizzazione della normativa vigente è stato perseguito anche attraverso l’espressa abrogazione della disciplina contenuta nel Titolo VIII, capitolo 1 della circolare n. 229 (Istruzioni di vigilanza per le banche) e nel provvedimento della Banca d’Italia del 3.09.2003 (Procedure per l’applicazione delle sanzioni amministrative agli intermediari non bancari).

(Ornella Carleo – o.carleo@lascalaw.com)

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