Antiriciclaggio

Banca d’Italia: emanato Provvedimento recante gli indici di anomalia per i revisori contabili

Le disposizioni antiriciclaggio sono estese anche alla revisione legale dei bilanci degli intermediari finanziari e delle società quotate.

Il 6 febbraio 2013 l’Unità di informazione finanziaria ha pubblicato il testo del “Provvedimento recante gli  indicatori di anomalia per le società di revisione e revisori legali con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico”.

Il Provvedimento, che è volto a contribuire al corretto ed omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette, contiene una serie di comportamenti e di operazioni che, se posti in essere da intermediari finanziari vigilati e/o società quotate, possono costituire oggetto di una segnalazione alle Autorità di Vigilanza.

Fra le operazioni che il Provvedimento considera indici di anomalia, si elencano le seguenti:

–             sospette manipolazioni di documenti contabili ovvero al presenza in essi di informazioni difformi da quelle riscontrate in fase di revisione;

–             comportamenti omissivi oppure poco collaborativi del soggetto sottoposto a revisione, nonché l’operatività di quest’ultimo con altri soggetti presenti in liste ufficiali di terroristi o personaggi notoriamente contigui;

–             le operazioni particolarmente complesse con controparti del cliente che non esercitano attività ad esso collegabili;

–              gli investimenti immobiliari senza apparente giustificazione economica oppure in sedi lontane da quelle relative all’attività svolta

–             l’utilizzo da parte dei soci o dei dipendenti di conti intestati all’impresa;

–             le operazioni con società non lucrative quando per importi rilevanti e con motivazioni non compatibili con l’attività svolta;

–             il versamento di anticipi a dipendenti o amministratori di entità spropositata rispetto alle necessità, nonché la prestazione di garanzie a/o da soggetti esteri se situati in luoghi a rischio;

–             ripetute aperture e chiusure di conti non giustificate dall’attività svolta;

–             l’emissione di fatture incomplete o su clienti appurati come inesistenti;

–             il pagamento di fatture con  modalità atte ad ostacolare il reale accertamento della provenienza del denaro;

Particolare attenzione va rivolta alla presenza di un indice che richiede la segnalazione della mancata presenza in magazzino di rimanenze che risultano invece contabilizzate in bilancio.

Si precisa che  questo Provvedimento non costituisce un elenco esaustivo e vincolante. Proprio come nel caso degli indici di anomalia emanati per gli intermediari e i professionisti, la mera ricorrenza di comportamenti descritti in uno o più indicatori di anomalia non è motivo di per sé sufficiente per la segnalazione di operazioni sospette.

L’assenza, viceversa, di tali indicatori non può essere sufficiente ad escludere che l’operazione sia sospetta. I destinatari sono pertanto tenuti a valutare con la massima attenzione ulteriori comportamenti che, sebbene non descritti negli indicatori, configurino in concreto profili di sospetto.

Va comunque sottolineato che l’emanazione di tale Provvedimento è chiara evidenza di una politica di rafforzamento della normativa e dell’applicazione degli obblighi da essa derivanti, andando a colmare una lacuna normativa che non prevedeva un ausilio interpretativo nella valutazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte dei revisori di enti di interesse pubblico.

(Ornella Carleo – o.carleo@lascalaw.com)

Vedi anche

Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per le società di revisione e revisori legali con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico

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