A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

L’attore- correntista ha l’onere di produrre in giudizio l’intera sequenza degli estratti conto

Il Tribunale di Rimini ha rigettato la domanda di ripetizione delle somme indebitamente versate, sul conto corrente oggetto di causa,  proposta da una società correntista nei confronti di un Istituto di credito.

La ragione principale del rigetto, si legge nelle motivazioni della sentenza, riguarda la mancata produzione, da parte del soggetto onerato (nel caso parte attorea), della documentazione contabile necessaria ad operare conteggi e a verificare l’applicazione degli elementi contrattuali economici lamentati in citazione.

Nel caso in esame, infatti, la società attrice ha prodotto solo parte degli estratti conto e alcuni documenti contrattuali che non costituiscono alcuna prova del credito, ma “unicamente della correttezza della posta contabile che concorre al saldo esigibile”.

Il Tribunale di Rimini evidenzia che: “(…) mentre il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento monitorio, l’estratto conto, trascorso il necessario periodo di tempo dalla sua comunicazione al correntista, assume carattere di incontestabilità ed è, conseguentemente, idoneo a fungere da prova nel successivo giudizio contenzioso instaurato dal cliente, introducendo una presunzione “iuris tantum” vincibile con la prova contraria, con la conseguenza che le risultanze degli estratti conto possono essere disattese solo in presenza di circostanziate contestazioni ma il deposito della documentazione deve essere completo al fine di consentire di ricostruire e effettuare i relativi ricalcoli necessari per la richiesta pronuncia giudiziale”.

La giurisprudenza, sul punto, è conforme nel ritenere che il correntista che agisca per la ripetizione delle somme versate indebitamente sul conto corrente ha l’onere di produrre in giudizio l’intera sequenza degli estratti conto che, peraltro, sono direttamente accessibili alla parte istante, posto il diritto del correntista, ex art. 119 TUB, di ottenere dall’istituto bancario, a proprie spese, la consegna di copia della documentazione relativa a ciascuna operazione registrata sull’estratto conto nell’ultimo decennio.

In conclusione, il Tribunale di Rimini, rilevata la mancata produzione della documentazione contabile a sostegno della domanda, nonché la mancata prova dell’invio della richiesta ex art. 119 TUB, prima del giudizio, ha rigettato la domanda attorea non potendo tale carenza probatoria essere colmata.

Tribunale di Rimini, 27 ottobre 2016

Carolina Baiettac.baietta@lascalaw.com

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