Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Azione di responsabilità e legittimazione del curatore fallimentare

Il curatore fallimentare ha legittimazione attiva unitaria, in sede penale come in sede civile, all’esercizio di qualsiasi azione di responsabilità sia ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società, anche per i fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante pagamenti eseguiti in violazione del pari concorso dei creditori”.

L’azione di responsabilità sociale ex art. 2393 c.c. ha natura contrattuale e presuppone un danno prodotto alla società da ogni illecito doloso o colposo degli amministratori per violazione di doveri imposti dalla legge e dall’atto costitutivo; l’azione di responsabilità verso i creditori sociali ex art. 2394 c.c. ha invece natura extracontrattuale e presuppone l’insufficienza patrimoniale cagionata dall’inosservanza degli obblighi di conservazione del patrimonio sociale.

Sicché il curatore fallimentare, quando agisce postulando indistintamente la responsabilità degli amministratori, fa valere sia l’azione che spetterebbe alla società, in quanto gestore del patrimonio dell’imprenditore fallito, sia le azioni che spetterebbero ai singoli creditori, considerate però quali azioni “di massa” ex art. 146 legge fallimentare. Inoltre, il titolo di responsabilità extracontrattuale ex art. 2394 c.c. può certamente risultare riferibile anche al danno da reato ex art. 185 c.c.

D’altro canto, secondo consolidata giurisprudenza, la fattispecie di reato è configurabile anche nei casi in cui la colpa sia addebitata per non aver fornito la prova liberatoria richiesta dall’art. 1218 c.c., sicché anche alla responsabilità contrattuale può cumularsi la responsabilità per danno morale.

Ne consegue che anche per la responsabilità da reato può aversi una responsabilità concorrente, sia contrattuale sia extracontrattuale, degli amministratori della società fallita, poiché ad entrambe può essere ricondotto anche il danno lamentato ex artt. 185 c.p. e 2043 c.c. E a questa concorrenza di titoli di responsabilità corrisponde una legittimazione unitaria del curatore fallimentare sia in sede civile che in sede penale per tutte le azioni esercitabili nei confronti degli amministratori.

Più precisamente, il curatore può esercitare qualsiasi azione di responsabilità sia ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società; difatti, il nuovo testo dell’art. 146 legge fallimentare prevede semplicemente che il curatore sia legittimato a esercitare “le azioni di responsabilità contro gli amministratori, i componenti degli organi di controllo, i direttori generali e i liquidatori” della società fallita, senza specificarne la relativa natura.

Cass., Sez. Un., 23 gennaio 2017, n. 1641

Silvia Alessandra Paganis.pagani@lascalaw.com

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