Contumace involontario: termine breve per impugnare la sentenza

Azione esecutiva e sequestro: confermato lo stop anche per il creditore ipotecario

Il creditore assistito da garanzia reale sul bene oggetto di sequestro preventivo non è legittimato a richiedere la revoca della misura “in quanto la sua posizione giuridica non è assimilabile a quella del titolare del diritto di proprietà ed il suo diritto di sequela non esclude l’assoggettabilità del bene a vincolo”.

E’ quanto confermato dalla Corte di Cassazione con la recente pronuncia n. 57407 depositata lo scorso 19 dicembre 2018.

La questione riproposta all’attenzione del Supremo Collegio è quella dell’ammissibilità per il terzo titolare di un diritto reale di garanzia sul bene oggetto di sequestro penale, di proporre istanza di revoca del sequestro in via anticipata e cioè quando è ancora pendente il processo penale, al fine di avere la possibilità di iniziare o proseguire nell’azione esecutiva eventualmente intrapresa nei confronti del debitore senza dover attendere, quindi, l’esito del processo penale con conseguente tutela in via posticipata.

In concreto, il Collegio, richiamando un recente arresto giurisprudenziale (Cass. pen. n. 26273/18), esamina, da un lato, la posizione del terzo che assume di essere proprietario del bene sequestrato il quale fa valere un diritto (quello di proprietà) che, in quanto caratterizzato dall’assolutezza, si pone in una situazione di giuridica incompatibilità con quello vantato dallo Stato che, attraverso il sequestro finalizzato alla confisca, tende a conseguire lo stesso risultato e cioè di divenire proprietario – a titolo derivativo (SSUU civ. n. 10532/2013 Rv. 626570) – dello stesso bene rivendicato dal terzo.

Dall’altro lato, diversa è la situazione in cui si trova il terzo creditore assistito da un diritto reale di garanzia. In questa ipotesi, il conflitto è fra due soggetti che vantano due diversi diritti. Il creditore è assistito da un diritto reale di garanzia caratterizzato dal cd. ius sequelae che ha una diversa valenza rispetto al diritto del proprietario, ma non può giungere fino a configurare un diritto alla restituzione del bene come diritto allo “svincolo dello stesso”.

In definitiva, la Cassazione ha ribadito ancora una volta quello che ormai è il consolidato orientamento giurisprudenziale, che esclude la legittimazione a richiedere la restituzione del bene da parte del terzo creditore ipotecario durante il giudizio di cognizione. Ha inoltre precisato che “in tema di sequestro preventivo, il creditore assistito da garanzia reale non è legittimato a chiedere la revoca della misura mentre il processo è pendente, in quanto la sua posizione giuridica non è assimilabile a quella del titolare del diritto di proprietà ed il suo diritto di sequela non esclude l’assoggettabilità del bene a vincolo, essendo destinato a trovare soddisfazione solo nella successiva fase della confisca e non attraverso l’immediata restituzione del bene, come invece accadrebbe per il proprietario”.

Cass., Sez. II Pen., 19 dicembre 2018, n. 57407

Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com

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