A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Avviso di convocazione: focus sui termini di spedizione o su quelli di ricezione?

La tematica sui termini di convocazione dell’Assemblea soci è di particolare rilevanza atteso che anche da essi discende la validità o meno della convocazione assembleare nonché della delibera stessa. Sulla questione è intervenuto di recente il Tribunale di Milano con sentenza del 27 febbraio 2017 della sezione specializzata in materia di impresa.

La disciplina codicistica, infatti, in tema di s.r.l. non chiarisce se debba essere certo solo il tempo di invio oppure anche quello di ricezione della convocazione da parte dei destinatari.

L’art. 2479 bis c.c. prevede come noto che “L’atto costitutivo determina i modi di convocazione dell’assemblea dei soci, tali comunque da assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno otto giorni prima dell’adunanza nel domicilio risultante dal registro delle imprese”

Nel caso oggetto di disamina da parte dei giudici di merito, il socio di una s.r.l. aveva impugnato la delibera di approvazione del bilancio contestando in particolare: (i) la legittimazione della convocazione, principalmente in relazione (ii) all’inadeguato lasso di tempo concessogli tra la ricezione dell’avviso di convocazione e la data fissata per l’assemblea. Tra l’una e l’altra infatti erano decorsi solo quattro giorni.

La doglianza del socio si fondava altresì sull’illegittimo diniego, da parte della società, di rinviare il voto ad altra assemblea, nonostante il socio avesse già sollevato tali eccezioni in assemblea. Così facendo, al socio sarebbe stata impedita un’adeguata preparazione sui temi posti all’ordine del giorno e quindi di adottare consapevolmente una qualunque delibera in proposito.

In prima battuta il Tribunale, richiamandosi a quanto deciso dalle Sezioni Unite con sentenza  n. 23218/13, ha ribadito come “la circostanza che tanto il vecchio testo normativo dell’art. 2484, comma 1, quanto il nuovo art. 2479 bis, comma 1, facciano riferimento alla “spedizione”, e non alla “ricezione”, dell’avviso di convocazione, prescrivendo che essa debba intervenire con un determinato anticipo rispetto all’adunanza, non sembra lasciare spazio ad incertezze” circa il momento da cui debba decorrere il termine di otto giorni.

La sentenza prosegue poi sottolineando come “nei casi estremi in cui la delicatezza e la complessità delle questioni all’ordine del giorno siano incompatibili con una troppo drastica compressione del tempo di riflessione concesso al socio può ben trovare rimedio nella richiesta di rinvio dell’adunanza”.

Nel caso di specie tuttavia il Tribunale ha valutato che, a fronte del rispetto formale del termine di spedizione, il lasso di tempo di quattro giorni tra la data di ricevimento dell’avviso di convocazione e la data di assemblea, fosse più che adeguato rispetto alle materie oggetto dell’ordine del giorno e non lo legittimasse quindi ad una richiesta di rinvio dell’adunanza.

Tribunale di Milano, 27 febbraio 2017, sentenza n. 2399 (leggi la sentenza)

Matteo Marcianom.marciano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Il Ministero dello Sviluppo Economico (“MISE”) ha finalmente definito le misure attuative per ot...

Corporate

Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Affinché possa configurarsi la responsabilità solidale dei sindaci di cui all’art. 2407 c.c. per...

Corporate

Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

La delibera di scioglimento anticipato della società, adottata con il voto determinante del socio d...

Corporate

X