Accordo verbale di cessione quote di società futura

Autorizzazione alla fusione, nonostante l’opposizione dei creditori

Come noto, il creditore sociale in caso di fusione (così come in altre ipotesi di operazioni straordinarie, quali scissione o riduzione del capitale sociale) può opporsi all’operazione ed in tal caso la fusione rimane sospesa per effetto della proposizione dell’opposizione. Per questo motivo, peraltro, prima di procedere all’atto di fusione, i notai sono soliti richiedere alle parti il rilascio, da parte del Tribunale competente, del certificato di mancata opposizione.

È tuttavia, per converso, previsto (si veda ultimo comma dell’art. 2445 c.c.) che “Il tribunale quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la società abbia prestato idonea garanzia, dispone che l’operazione abbia luogo nonostante l’opposizione”.

In funzione del bilanciamento degli opposti interessi, quindi, è consentito procedersi alla fusione al verificarsi di una delle due ipotesi alternative:

  • – se il pericolo di pregiudizio per il creditore sia ritenuto infondato dal Tribunale; “ovvero
  • – se la società presta idonea garanzia

In merito è intervenuto il Tribunale di Bologna, con provvedimento del 12 dicembre 2018, secondo cui “la (confermata) possibilità di autorizzare la fusione se è stata prestata idonea garanzia da parte della società – vieppiù ove l’istanza sia avanzata come nel caso in corso di causa di opposizione proposta in sede contenziosa e dunque nell’ambito di un giudizio destinato a concludersi con un accertamento definitivo – vincola il tribunale ad autorizzare l’operazione sol che si valuti idonea la garanzia (conf. Trib. Roma 11.7.2017 “La prestazione della «idonea garanzia» vincola il tribunale ad autorizzare l’immediata esecuzione della delibera”).

In tal caso, infatti, il creditore opponente è adeguatamente tutelato dalla possibilità di escutere la garanzia nell’eventualità che in esito al giudizio di merito venga accolta l’opposizione, con conseguente inefficacia della fusione nei suoi confronti e obbligo del soggetto scaturito dalla fusione di reintegrarlo del pregiudizio derivatone”.

In buona sostanza, il Tribunale è esonerato dalla verifica circa la fondatezza o meno del pregiudizio del creditore nel caso in cui sia proposta idonea garanzia: in tale ipotesi, infatti, il Tribunale dovrà solo appurare l’idoneità della garanzia a scongiurare il lamentato pregiudizio che al creditore potrebbe derivare dall’esecuzione della fusione.

Tribunale di Bologna, 12 dicembre 2018, n. 1351

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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