Notifica all’avvocato…se mi cancelli non vale

Attestazione di conformità priva di firma del legale: nullità insanabile?

Il decreto ingiuntivo notificato telematicamente al debitore è valido nonostante l’assenza della firma del difensore sull’attestazione di conformità allegata all’atto.

Così ha stabilito la XII sezione Civile del Tribunale di Napoli con la decisione del 29 febbraio 2016.

Il difensore del creditore, ottenuto decreto ingiuntivo, estraeva copie del ricorso e del decreto dal fascicolo informatico, per notificarle al debitore ingiunto, rispettando tempestivamente il relativo onere. A tal fine, allegava alle copie notificate l’attestazione di conformità agli originali contenuti nel fascicolo informatico, ma omette di sottoscriverla.

Avverso il decreto ingiuntivo veniva promossa opposizione, motivata, tra l’altro, sulla inesistenza o nullità insanabile dell’atto, causata dal difetto di sottoscrizione dell’attestazione di conformità.

Nel caso di specie, il decreto ingiuntivo notificato alla parte debitrice recava a margine i dati che ne attestavano la provenienza; vale a dire la firma digitale del giudice emittente e del cancelliere, al provvedimento notificato erano stati allegati il ricorso e la procura alle liti, nonché l’attestazione di conformità, che, seppur non sottoscritta ed in ogni caso, l’atto aveva raggiunto il suo scopo, e che pertanto non poteva considerarsi nullo in applicazione del combinato disposto dei commi primo e terzo dell’art. 156 c.p.c.

Il giudice partenopeo con la decisione che si commenta ha rilevato che, seppur l’attestazione di conformità non riportava la firma del difensore, ciò non avrebbe potuto comunque costituire motivo di inesistenza o nullità insanabile dell’atto notificato, in quanto gli atti erano, in ogni caso, riconducibili al loro autore, ma soprattutto, la notifica delle copie, la cui attestazione di conformità non era stata sottoscritta dal difensore del ricorrente, aveva comunque raggiunto il suo scopo, vale a dire l’instaurazione del contraddittorio nei confronti dell’ingiunto, per permettergli di difendersi proponendo l’opposizione, che in effetti aveva proposto.

In conclusione, a ben vedere, il principio affermato nel provvedimento in commento potrà essere letto anche in senso più ampio: infatti tutte le volte in cui la legge richiede un’attestazione di conformità della copia all’originale, da parte di un qualsiasi soggetto (cancelliere, avvocato, consulente tecnico d’ufficio, professionista delegato, curatore, ecc.), se la copia sarà comunque riconducibile all’autore dell’atto originale e/o, comunque, l’atto avrà raggiunto il suo scopo, anche se l’attestazione di conformità non è stata sottoscritta, non potrà esserne dichiarata la nullità dell’atto.

Trib. Napoli, Sez. XII, 29 febbraio 2016

Marco Sambuccom.sambucco@lascalaw.com

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