Attento a come quereli, il falso va provato!

Attento a come quereli, il falso va provato!

In una recente ordinanza ottenuta dallo Studio, il Tribunale di Nocera Inferiore si è pronunciato in merito ai requisiti prescritti dall’art. 221 c.p.c. per la proposizione in giudizio della querela di falso.

Nel caso di specie, due debitori avevano opposto l’atto di precetto notificato, eccependo dapprima che l’atto ricevuto mancasse della cartolina di ricevimento e poi che, in ogni caso, la cartolina di ricevimento dell’atto presentasse una firma non riconducibile ai destinatari dell’atto. Partendo da questo presupposto, gli opponenti avevano quindi proposto querela di falso e, in subordine, l’ammissione di una consulenza tecnica grafologica volta a provare la falsità della firma.

A scioglimento della riserva assunta in prima udienza, il Giudice adito ha subito evidenziato che la proposta querela di falso non si presentava corredata dei requisiti previsti dall’art. 221 c.p.c. ovverosia “l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità”.

Difatti, secondo il Giudice, la difesa avversaria si era limitata “a dedurre una mera asserzione corredata da un’altrettanta mera adduzione di una circostanza” (ovverosia l’aver rinvenuto l’atto notificato sulla sede stradale privo di cartolina) che, peraltro, veniva smentita dalla produzione in giudizio da parte dell’opposta delle cartoline di ricevimento.

Come chiarito nell’ordinanza, il Giudicante è tenuto a compiere un accertamento preliminare per la verifica o meno dei presupposti previsti dalla legge per la proposizione in giudizio della querela di falso, “sottolineando che diversamente si finirebbe per dilatare i tempi di decisione del processo”, in palese contrasto con il principio della ragionevole durata del giudizio previsto dall’art. 111 della Costituzione.

Il Tribunale ha aggiunto un ulteriore tassello nell’analisi dell’istituto: la richiesta di ammissione della consulenza tecnica grafologica non “sarebbe sufficiente ad integrare il requisito di legge per la validità della querela”.

Il motivo è ben spiegato dall’ordinanza in esame: il querelante si limiterebbe, infatti, a chiedere se vi sia la sussistenza o meno del falso, “senza determinare il materiale probatorio su cui dovrebbe compiersi l’indagine”. Anche perché, aggiunge il Giudice, “la falsità non è certamente rilevabile ictu oculi”.

In conclusione, quindi, il Tribunale adito ha dichiarato la nullità della querela di falso proposta dai debitori, non mancando però di sottolineare come l’opposizione sollevata risultasse “del tutto sfornita della minima intrinseca ed estrinseca credibilità ed attendibilità”.

Tribunale di Nocera Inferiore, ordinanza del 15 novembre 2019

Tommaso Molteni –  t.molteni@lascalaw.com

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