Sbaglia destinatario e sana la notifica

Attendibilità e limiti della testimonianza indiretta

La Corte di Cassazione si è espressa in tema di testimonianza de relato e di rilevanza probatoria delle deposizioni di quei soggetti che abbiano solo una conoscenza indiretta di un fatto controverso.

Più in particolare, nel richiamare il principio di diritto precedentemente affermato (Cass. Sez. 1, Sent n. 8358 del 2007, e succ. conff.), la Suprema Corte ha precisato che, per valutare l’attendibilità dei contenuti della deposizione di un teste de relato “occorre distinguere i testimoni de relato actoris e quelli de relato in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell’accertamento, che costituisce il fondamento storico della pretesa; gli altri testi, quelli de relato in genere, depongono invece su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni si presenta attenuata perché indiretta, ma, ciononostante, può assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità” .

Ferme le suesposte premesse, nel caso di specie la Cassazione è giunta alla conclusione che le dichiarazioni rilasciate in sede testimoniale da un soggetto al quale determinate circostanze erano state riferite da un funzionario della banca convenuta in giudizio, non possano essere equiparate a quelle rilasciate da un testimone de relato actoris.

La ragione, spiegano gli ermellini, muove le premesse dalla considerazione “che, le dichiarazioni riportate in sede istruttoria, riferite al teste escusso (M.) da un funzionario della banca possano rendere assimilabili quelle raccolte dal giudice ad una inconsistente testimonianza de relato actoris, è affermazione del tutto ipotetica (se non gratuita) perché priva dell’allegazione (comunque intempestiva) degli interessi specifici che avrebbero (potuto o dovuto) trasformare quel dichiarante da teste (per quanto non escusso dal giudice per ragioni di assicurazione al processo di una prova sicuramente attendibile) in una parte, idonea a spiegare perché il dipendente di un ente si sarebbe identificato con l’ente medesimo”.

In definitiva, “In tema di rilevanza probatoria delle deposizioni di persone che hanno solo una conoscenza indiretta in un fatto controverso, perché il teste “de relato”, ossia quello che depone su circostanze che ha appreso da persone estranee al giudizio, possa dirsi inutile (recando un contributo non rilevante) o dannoso ai fini della ricostruzione dei fatti da accertare… occorre dimostrare che che esso costituisce di fatto un dichiarante sostanzialmente assimilabile al testimone “de relato actoris”, ossia a quel teste che depone su fatti e circostanze di cui è stato informato, più o meno in modo interessato, dal soggetto medesimo che ha proposto (o subito) il giudizio o che abbia operato per conto e nell’interesse di quest’ultimo”.

Cass., sez. VI, 17 febbraio 2016, n. 3137

Marta Marchesinim.marchesini@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Rito sommario: l’ordinanza comunicata è come fosse notificata

Della decorrenza del termine breve per l’impugnazione si è occupata una recente ordinanza della...

Diritto Processuale Civile

CTU, quanto è caro un giorno in più!

Gli onorari del consulente tecnico d'ufficio devono essere decurtati, nella misura di legge, nel cas...

Diritto Processuale Civile

Sbaglia destinatario e sana la notifica

Non è una notifica inesistente, ma soltanto nulla, quella dell’atto di appello effettuata per err...

Diritto Processuale Civile