Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Assegno pagato ad un falso prenditore: quale la responsabilità della Banca negoziatrice?

La Suprema Corte segna un arresto sul risarcimento danni per assegno non trasferibile pagato ad un falso prenditore.

Nel caso in esame, una banca provvedeva al pagamento di un assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo beneficiario. Il presentatore del titolo, infatti, veniva identificato mediante documenti di riconoscimento, poi risultati falsi.

Venuto a conoscenza dei fatti, il traente ricorreva alle vie giudiziali, agendo nei confronti della banca negoziatrice, ritenendola responsabile dei danni derivanti dal pagamento a favore di soggetto non legittimato.

In primo e in secondo grado, rigettate le domande proposte dal traente, veniva ribadito il legittimo comportamento della banca negoziatrice, alla quale, alcuna colpa poteva essere addossata, poiché l’Istituto di credito provvedeva all’identificazione del presentatore del titolo sulla base di documenti apparentemente regolari.

Pertanto, il traente proponeva ricorso per cassazione, insistendo affinché venisse riconosciuta la responsabilità della banca negoziatrice a prescindere da qualsiasi addebito di colpa.

Gli ermellini, ricorrendo, sinteticamente ma in maniera impeccabile, le diverse correnti presenti nel panorama giurisprudenziale moderno circa i temi trattati nel ricorso, hanno affermato che : “non v’è dubbio che “soltanto la banca negoziatrice è tenuta ed è concretamente in condizione di controllare l’autenticità della firma di colui che, girando l’assegno per l’incasso, lo immette nel circuito di pagamento” (Cass., sez. un., 26 giugno 2007, n. 14712, in motivazione). E secondo l’orientamento giurisprudenziale più recente la responsabilità indipendente da colpa della banca si giustifica anche perché, se un tale pagamento potesse considerarsi liberatorio, il beneficiario effettivo dell’assegno smarrito o sottratto non potrebbe giovarsi neppure dell’ammortamento, escluso dall’art. 73 legge citata per l’assegno bancario emesso con la clausola “non trasferibile”.

Così decidendo, la Corte accoglieva il ricorso, cassava la sentenza e rinviava nuovamente alla Corte d’Appello.

Cass., Sez. I Civ., 22 febbraio 2016, n. 3405

Giovanni Prestipinog.prestipino@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Nel caso di specie, una Società debitrice e i suoi fideiussori proponevano opposizione al decreto i...

Contratti Bancari

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

A breve distanza dall’ordinanza della Corte di Cassazione del 11 marzo 2020 – commentata su Iusl...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

La Cassazione, in una recente sentenza, tornando ad analizzare la questione inerente l’estinzione ...

Contratti Bancari

X