Assegno di divorzio: quando la giurisprudenza non conta

L’ex coniuge non può richiedere una revisione dell’assegno di divorzio sulla base del mutato orientamento giurisprudenziale che ha spazzato via lo storico parametro del “tenore di vita”.

È quanto stabilito dalla sesta Sezione civile della Cassazione.

Nel caso di specie un uomo aveva adito il Tribunale competente chiedendo che fosse revocato – o perlomeno ridotto – l’assegno posto a suo carico dalla sentenza di divorzio.

Ciò in ragione del mutamento giurisprudenziale che, negli ultimi anni, ha svilito il parametro del “tenore di vita” tenuto in costanza di matrimonio e che, a detta del ricorrente, costituiva un giustificato motivo di revisione degli accordi.

Una tesi che non è stata accolta né dai Giudici di merito né dalla Cassazione che, chiamata a pronunciarsi sulla questione, ha ribadito come ai sensi dell’art. 9 della l. 898 del 1870, la revisione delle disposizioni concernenti la misura e le modalità dei contributi da corrispondere da un coniuge all’altro sia consentita solo in presenza di “giustificati motivi” da intendersi quali fatti sopravvenuti, incidenti sul reciproco assetto economico.

Nello specifico, i giustificati motivi richiamati dalla succitata norma, attengono al mutamento sopravvenuto delle condizioni patrimoniali delle parti, ovvero ad elementi di fatto che rappresentano “il presupposto necessario che deve essere accertato dal giudice perché possa procedersi  al giudizio di revisione dell’assegno, da rendersi, poi, in applicazione dei principi giurisprudenziali attuali”.  

E poiché la giurisprudenza ha una mera funzione ricognitiva della norma giuridica e non già creativa della stessa, è da escludere che un nuovo indirizzo interpretativo possa far sorgere un interesse ad agire per conseguire la modifica dell’assegno.

Sulla scorta delle argomentazioni che precedono, la Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ex coniuge, condannandolo altresì al pagamento delle spese di lite.

Cass., Sez. I, Ord., 4 maggio 2021, n. 25205

Federica Vitucci – f.vitucci@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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