L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Assegno bancario con firma falsa: a nome di chi deve essere levato il protesto?

Con la recente sentenza n. 18083, qui citata, la Suprema Corte ha confermato il proprio orientamento in punto levata del protesto, allorché la sottoscrizione dell’assegno risulti difforme rispetto a quella del titolare del rapporto di conto corrente. Più precisamente, i giudici di legittimità hanno ribadito che – in detta ipotesi – il protesto non deve essere levato a nome del correntista, bensì a nome del soggetto che risulta aver apposto la firma.

Si legge, infatti, “(…) in tema di protesto di assegno bancario, nel caso in cui la firma di traenza indichi un nome completamente diverso dal titolare del conto corrente, tale che non sia in alcun modo possibile ingenerare nella banca trattaria il dubbio dell’apparente riferibilità dell’assegno al predetto titolare, non vi è ragione di elevare il protesto a suo nome, giacché è sufficiente, al fine di conservare l’azione di regresso contro gli obbligati, che il protesto sia levato a nome di colui che risulta aver emesso l’assegno (in conformità, peraltro, all’art. 4 della circolare 8381 del 3 maggio 1955 del Ministero dell’Industria e del commercio recante istruzioni per l’uniforme applicazione della legge 12 febbraio 1955, n. 77, sulla pubblicazione degli elenchi dei protesti cambiari), non essendovi neppure interesse a conoscere il nome del titolare del conto su cui l’assegno è tratto, né la sua solvibilità, in quanto non si è formalmente obbligato per la relativa somma, e conseguentemente risulta del tutto non inadempiente (Cass. 16 luglio 2010, n. 16617; v. anche Cass. 16 aprile 2006, n. 6006)“.

La Corte di Cassazione, nel caso di specie, ha ritenuto pertanto legittima la levata del protesto a nome dell’apparente sottoscrittore. Inoltre, la stessa ha ulteriormente confermato la correttezza dell’operato dell’istituto di credito, che aveva riferito al notaio incaricato che l’assegno risultava denunciato come rubato e che la sottoscrizione di traenza non era conforme a quella depositata.

Cass., Sez. I, 14 settembre 2016, n. 18083 (leggi la sentenza)

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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