Diritto Processuale Civile

Assegno a scopo di garanzia: non opera il divieto di prova per testi ex art. 2722 c.c.

Cass., Sez. III Civile, 24 febbraio 2015, n. 3588 (leggi la sentenza)

Con la sentenza n. 3588 del 2015 la III sez. Civ. della Cassazione ha stabilito che l’assegno bancario, che non costituisce una convenzione bensì un titolo contenente unicamente una dichiarazione unilaterale (un ordine di pagamento), non soggiace alle restrizioni di cui all’art. 2722 c.c.

Il fatto: nell’ottobre 2009 la Corte d’appello de L’Aquila aveva confermato la sentenza del Tribunale di Teramo con il quale quest’ultimo aveva rigettato l’opposizione a decreto ingiuntivo emesso dal Pretore su istanza della F. Srl nei confronti del V. in forza di un assegno bancario prodotto con il ricorso.

Il V. aveva proposto opposizione all’ingiunzione sostenendo che l’assegno bancario fosse stato emesso a garanzia di un debito e che tale garanzia fosse soggetta a termine di efficacia inutilmente spirato.

Di tale circostanza il V. aveva chiesto la dimostrazione per testi che era stata respinta dalle Corti territoriali in quanto vietata, a loro dire, ai sensi dell’art. 2722 c.c. (La prova per testimoni non è ammessa se ha per oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento, per i quali si alleghi che la stipulazione è stata anteriore o contemporanea)

Impugnata avanti alla Suprema Corte, la sentenza è stata cassata con rinvio.

I Giudici di legittimità hanno, infatti, confermato il principio già affermato in alcuni precedenti della medesima corte, secondo cui i limiti di ammissibilità della prova testimoniale sanciti dall’art. 2722 cod. civ. riguardano unicamente le prove dirette a dimostrare, per un rapporto convenzionale, una disciplina pattizia diversa da quella risultante dalla scrittura che la documenta, e non sono perciò riferibili alle prove dirette a contrastare il contenuto di una dichiarazione unilaterale, quale è una quietanza o un assegno di conto corrente, non venendo in tali casi in considerazione ne’ una scrittura che documenta una convenzione ne’ una convenzione integrativa o contraria a quella documentata da una scrittura.

Per completezza espositiva si ricorda che, in forza di tale principio, in passato si era già ammessa l’ammissibilità della prova per testimoni a dimostrazione del fatto che l’emissione di un assegno fosse avvenuta a scopo di donazione, ovvero a scopo di mutuo concesso dal traente al prenditore.

Concludendo, con la sentenza oggi alla nostra attenzione, la Cassazione ha affermato che la dazione di assegno a scopo di garanzia sia a tutti gli effetti configurabile come dichiarazione unilaterale e come tale non soggetta al divieto di prova per testi di cui all’art. 2722 c.c.

23 aprile 2015

Guido Malpezzi – g.malpezzi@lascalaw.com

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