Persone e Famiglia

Assegnazione parziale della casa familiare e potere del giudice

di Renato Marin, in Giustizia Civile 2010, pagg. 2179.

In tema di provvedimenti emessi nel giudizio di separazione personale, il Supremo Collegio ha di recente ribadito che il giudice può limitare l’assegnazione della casa familiare alla parte occorrente ai bisogni del coniuge assegnatario e dei figli conviventi, tenendo conto delle esigenze di vita dell’atro coniuge e delle possibilità di godimento separato del bene. La possibilità di un’assegnazione parziale della casa familiare risulta affermata da una concorde e risalente giurisprudenza che è pervenuta a dettarne una articolata disciplina, specificando, in primo luogo, la singole condizioni di ammissibilità. L’assegnazione parziale può essere disposta solo quando l’immobile sia naturalmente (e giuridicamente) divisibile, nonché quando la conflittualità tra i coniugi è talmente accentuata da rendere inopportuna una loro vicinanza abitativa. Al contrario, l’assegnazione parziale è stata esclusa quando venga ad arrecare disagio psicologico al figlio minore che si vedrebbe costretto a vivere in un immobile necessariamente diverso da quello in cui ha vissuto fino ad allora. La citata giurisprudenza ha inoltre riconosciuto al giudice un potere impositivo di facere nei confronti del proprietario dell’immobile, il quale potrebbe essere costretto ad effettuare, iussu iudicis, piccoli lavori, la cui entità e natura risultano rimessi all’apprezzamento del giudice. Ciò nonostante, il potere del giudice di incidere sul godimento e sulla consistenza dell’immobile e, quindi, sul diritto di proprietà della casa familiare è ammissibile solo entro i limiti previsti dal legislatore. In conclusione, ai sensi dell’art. 155 c.p.c., l’unico potere riconosciuto al giudice è quello di individuare il soggetto (e cioè il coniuge) assegnatario del bene, mentre non è previsto e quindi va escluso che il giudice possa disporre (in senso lato) dell’immobile adibito a casa familiare alterandone l’originaria consistenza.

(Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com)

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